Un linguaggio, nuovo, pulito, scientifico, espressività del futuro perché realizzata senza l'uso del pennello tradizionale, ma a colpi di pixel, grazie alla computer grafica e all'utilizzo di nuove metodologie. Oltre all'abilità tecnica, in tutto ciò c'è tutta la fantasia di Alessandra Finiello, giovane artista formatasi all'Accademia di  Belle Arti di Frosinone.

Le presenze umane, raffigurate dall'artista, sono il frutto dei nuovi strumenti dell'arte, il computer è dunque, per la Finiello, un mezzo come un altro per fare arte, come l'olio e l'acquarello sulla tela, perché l'artista ha dentro di sé quello che vuole creare.

Oltre all'abilità tecnica e alla fantasia, l'arte 'virtuale' che nasce dallo schermo di un computer, con la manipolazione di programmi e immagini, altro non è che l'espressione contemporanea, probabilmente futura, della nuova artigianalità del pittore. 

I suoi lavori sono una carica di emozioni, colori ed intensità che per una volta mettono d'amore e d'accordo, senza discussioni, arte e tecnologia. L'utilizzo delle tecnologie digitali ha dato e sta dando la possibilità di sperimentare radicali cambiamenti nel pensare i modi di percepire l'arte. Sono, nello stesso tempo, intriganti e coinvolgenti le opere di Alessandra Finiello che, in questo caso, riesce a ritrarre la bellezza femminile infondendole grazia e sensualità, sempre con un tocco di raffinatezza, anche quando si tratta di nudi. Le immagini femminili della Finiello sono seducenti, interpretano i mille volti della femminilità.

Muovendosi in una direzione artisticamente nuova, la Finiello dialoga con nuove realtà, rese possibili dalla tecnologia; in questa terza dimensione dell'arte e del pensiero l'artista trova in un clima visionario l'arte del passato attualizzandola con le nuove tecnologie, plasmando nuove realtà dimensionali. Attraverso lo strumento digitale, Alessandra Finiello riesce ad esprimere le sue doti creative, perché tecnicamente i programmi per l'illustrazione permettono di creare composizioni uniche non certo inferiori, nella riuscita finale, ai tradizionali sistemi di realizzazione pittorica. Con questa tecnologia, nei lavori della Finiello, la tela lascia il posto al monitor e al ‘pennello digitale', dove i pixel vengono plasmati secondo l'estro dell'artista, dove è la mente che crea, a prescindere dagli strumenti che si utilizzano. Le presenze umane che la Finiello ci propone danno l'idea di muoversi in normali spazi urbani, le figure riprodotte sembrano storie di persone che si spostano, che si cercano o che si lasciano, figure solo abbozzate, con i visi non precisi, che sono frutto del pensiero dell'artista.

Tutti noi, ognuno alla propria maniera, riconosciamo e apprezziamo la bellezza delle arti in genere, che questa arrivi attraverso una matita, un pennello o un tasto, poco importa. Ciò che importa è che l'arte è sempre figlia dei suoi tempi e, a seconda di chi vive e racconta il suo tempo si crea, una storia d'arte diversa e ricca di suggestioni.