Lo hanno ribattezzato l'altro 24 maggio. A distanza di 26 anni, un'altra guerra vedeva gli italiani combattere. Ma quel 24 maggio del 1941 sarà ricordato come una delle peggiori tragedie della marina militare italiane, almeno fino all'armistizio dell'8 settembre. A bordo del transatlantico, colato a picco in dieci minuti, dopo esser stato silurato da un sommergibile britannico, c'erano anche otto militari della provincia di Frosinone. Si tratta di Antonio Cerri di Ripi, Enrico Cestra di Frosinone, Filippo Cirilli e Italo Riggi di Ferentino, Ettore Giona e Orazio Santopietro di Pontecorvo, Giuseppe Polselli di Arce e Oberdan Dante Popolla di Ceccano. Con loro anche Venturino Campagna di Carpineto Romano.

Dai fogli matricolari, conservati all'Archivio di Stato di Frosinone, è possibile ricostruire le carriere dei militari.

Antonio Cerri, figlio di Francesco e Rosa Recine, nasce a Ripi il 26 luglio del 1914. Fa il contadino e vive in via Vado Farina. L'8 settembre del 1939 da Napoli si imbarca una prima volta per la Libia con il 31° gruppo di artiglieria. A gennaio del 1940 ottiene una licenza straordinaria e può tornare in Italia. Il 1° aprile del 1941 è richiamato alle armi. E il 23 maggio si imbarca nuovamente per Tripoli con il Conte Rosso. A lui, come agli altri eredi dei caduti del Conte Rosso, verrà corrisposta un'indennità lorda di 500 lire, che al netto sono 352 come stabilito dall'articolo 100 delle "Istruzioni relative al trattamento economico del personale militare e militarizzato mobilitato per la guerra".

Enrico Cestra, figlio di Antonio e Adele Fiacco, nasce il 1° dicembre 1914 a Frosinone. Fa il carrettiere. Sotto le armi è in artiglieria e la sua prima esperienza in Africa è del settembre 1939. Il 3 gennaio del 1940 ottiene una licenza straordinaria e rientra in Italia. Quindi è richiamato alle armi nel 1° reggimento di artiglieria Cacciatori delle Alpi nel marzo del 1941. Anche lui il 23 maggio è a Napoli e si imbarca sul Conte Rosso finendo con l'ingrossare la lista dei dispersi.

Filippo Cirilli nasce il 23 dicembre 1914 a Ferentino, figlio di Carlo e Anna Collalti.  Di professione è contadino. Nell'aprile del 1935 è nell'8° reggimento di artiglieria d'armata per le guardie alla frontiera. E' specializzato nelle trasmissioni. Parte per la Libia, da Napoli, con 31° gruppo di artiglieria l'8 settembre del 1939. Tre giorni dopo sbarca a Tobruch. Come altri a gennaio del 1940 è inviato in licenza straordinaria in Italia.  Nel Conte Rosso sale a bordo anche lui. E' nella 70° batteria da 20 mm. E figura tra i dispersi.

Ettore Giona, nato il 19 gennaio del 1920, è di Pontecorvo. Figlio di Alessandro e Teresa Filippi consegue l'abilitazione magistrale ed è insegnante. Nel 1940 parte come volontario. L'anno dopo è nel deposito truppe coloniali di Napoli con il 31° reggimento carrista. A Napoli si imbarca sul Conte Rosso. A settembre dello stesso anno viene rilasciata la dichiarazione di irreperibilità. Il sergente Ettore Giona è nella lapide commemorativa di tutti i caduti in guerra posta all'ingresso del Comune di Pontecorvo.

Giuseppe Polselli nasce a il 5 (il 4 secondo il foglio matricolare) giugno 1913 ad Arce da Eleuterio e Lucia Di Ruzza. Nel 1935 da Napoli si imbarca per l'Africa, con destinazione Mogadiscio dove arriva il 5 maggio. La sua partenza garantisce il rinvio della chiamata al fratello Nel 1939 è nel deposito misto dell'Elba dopo la costituzione della 114° sezione di sussistenza. In quanto assegnato al sestààào Nucleo speciale panettieri, dal 23 aprile 1941, è aggregato all'aeroporto di Capodichino a Napoli.  Quindi, il 23 maggio 1941, si imbarca sul Conte Rosso. Risulta deceduto in mare  "in seguito ad asfissia da nafta ed annegamento per siluramento del piroscafo". L'indennità viene versata alla moglie Maria. Dei morti ciociari del Conte Rosso è l'unico il cui corpo è stato identificato. Viene sepolto inizialmente a Siracusa, quindi traslato a Messina nel sacrario del Cristo Re alla fila 11, tomba 53.

A Oberdan Dante Popolla di Ceccano la sua città natale ha intitolato lo stadio di calcio. Figlio di Leone Filippo e Maria Olmetti, nasce il 26 novembre 1915 ed è musicista. Ed è anche terzino della locale squadra di calcio. Nel luglio del 1938 è nel 13° reggimento artiglieria dei Granatieri di Sardegna. L'11 settembre del 1939 sbarca a Tobruch, in Libia. Il 3 gennaio del 1940 ottiene di rientrare in Italia con una licenza straordinaria. Il 15 marzo del 1941 è promosso a caporale. Anche per lui l'avventura per l'Africa deve proseguire. E così il 23 maggio sale sul Conte Rosso per l'ultimo viaggio.

Italo Riggi nasce a Ferentino il 22 luglio 1914. E' nella 70° batteria da 20 mm. E' figlio di Giovan Pietro e Preziosa Segneri. Di professione è macellaio.  ed è chiamato alle armi nel 1935 nell'8° reggimento artiglieria d'armata di frontiera. Nel marzo del 1939 è arruolato volontario per la Libia. A Tripoli sbarca il 17 marzo.  Rientra in Italia il 10 agosto e sbarca a Siracusa.  Viene nuovamente richiamato a settembre e torna in Libia con il 31° gruppo di artiglieria di guardie alla frontiera. il 1 ottobre del 1939 a Tobruch.  Il 3 gennaio 1940 è inviato in licenza straordinaria e torna in Italia.  Il 14 marzo del 1941 è richiamato alle armi. nel deposito del 1° reggimento di artiglieria "Cacciatori delle Alpi". Quindi a maggio è nella 70° batteria da 207 mobilitata. Il 23 maggio parte per l'Africa sul Conte Rosso.  E anche lui è tra i morti nell'affondamento del piroscafo.

Orazio Santopietro di Pontecorvo è un altro disperso del Conte Rosso. Nasce il 7 maggio del 1921 da Antonio e Maria Vincenza Tanzi. E' contadino.  Nel 1940 è ammesso alla ferma di due anni in qualità di aspirante allievo specializzato come pilota di carri armati nel 4° fanteria. Il 30 novembre è carrista scelto. Il 1° gennaio 1941 è caporale e il 20 marzo caporali maggiore. Parte per l'Africa con il quarto reggimento fanteria carrista mobilitato. Si imbarca anche lui per Napoli il 23 maggio 1941con il Conte Rosso. Disperso come gli altri e ricordato con la lapide all'ingresso del Comune di Pontecorvo.

Non era ciociaro, ma sul Conte Rosso viaggiava anche Venturino Campagna, nato a Carpineto Romano il 15 dicembre del 1914.

Nella lista degli imbarcati figuravano anche altri sei ciociari che, dunque, sono riusciti a salvarsi. Si tratta di Armando Stellato, classe 1916; Vittorio Quattrini, anch'egli del 1916; Ilio Diana, del 1921; Italo Gori, classe 1914; Francesco Cirelli del 1921 e Giorgio Verrella del 1914.

Il transatlantico Conte Rosso, in servizio dal 1922, è requisito dalla Marina Militare in occasione della Seconda guerra mondiale. Viene utilizzato per il trasporto delle truppe coloniale e di civili in Libia. Alle 4 del mattino del 24 maggio del 1941 parte da Napoli alla volta dell'Africa. E' in compagnia dei transatlantici Marco Polo ed Esperia e della motonave Victoria. Nutrita anche la scorta che a Messina viene ulteriormente rinforzata. Al comando del convoglio c'è il contrammiraglio Francesco Canzoneri (che scamperà al naufragio). Nel tratto di mare davanti alla costa di Siracusa, poco prima delle 21, è silurato dal sommergibile inglese HMS Upholder. Il Conte Rosso che è la testa del convoglio è colpito a prua. Un secondo siluro determina danni ben maggiori che comportano l'affondamento del transatlantico in una decina di minuti al largo di Capo Murro di Porco. A bordo è il panico. Muoiono 1.297 dei 2.729 (i militari sono 2.449) che si trovano a bordo. Gran parte delle vittime non ha il tempo di abbandonare la nave o è strangolata dai giubbotti salvagente, dopo essersi tuffata da un'altezza resa maggiore dall'inclinazione della nave.  Per i fortunati sopravvissuti decisivo è l'intervento dalla vicina terra. Il relitto riposa tuttora nello specchio d'acqua di Siracusa dove, tutti gli anni, si svolgono commemorazioni. Molto attiva in tal senso è l'associazione Lamba Doria che, sul proprio sito internet, pubblica l'elenco dei dispersi del Conte Rosso e che ha ottenuto l'intitolazione di una piazza a Siracusa. A Siracusa (151) e Augusta (91) sono seppelliti anche i pochi corpi dei naufraghi portati a riva (furono 242) che poi negli anni saranno traslati altrove. I superstiti saranno 1.520. Saranno soccorsi e portati sulla costa, in particolare ad Augusta, dalle unità di scorta, i cacciatorpediniere Corazziere e Granatiere e le torpediniere Pegaso e Procione, e dalle navi ospedale Arno e Sicilia. E per aiutarli ci sarà una gara di solidarietà da parte dei siciliani.