Ritrovato da un cacciamine della Marina Militare il relitto dell'incrociatore Giovanni Delle Bande Nere, silurato e affondato nella seconda guerra mondiale.

A quasi 77 anni dall'affondamento del 1° aprile 1942 ad opera del sommergibile britannico Urge, finalmente è stato ritrovato il relitto dell'imbarcazione, spezzatasi in tre, che giace in fondo al mare a una profondità tra i 1.460 e 1.730 metri al largo dell'isola di Stromboli. A darne notizia la Marina Militare che, grazie alle sofisticate attrezzature, è riuscita  a individuare e poi a filmare, con il Multipluto, il Delle Bande Nere. La scoperta – informa con una nota la Marina – è stata effettuata dal Cacciamine Vieste.
A bordo dell'imbarcazione trovarono la morte tre marinai di Cassino, Ceccano e Colleferro. Si tratta - la ricostruzione è stata resa possibile grazie alla banca dati dell'associazione siciliana Lamba Doria - del telegrafista Umberto Ruscillo, nato il 1 gennaio 1924 a Cassino; Luigi Tempesta, nato il 30 novembre 1912 a Ceccano e Leonardo Fortunati, nato il 12 dicembre 1919 a Colleferro.

Realizzato nel 1931, l'incrociatore, il 1 aprile del 1942, era in viaggio da Messina a la Spezia dove avrebbe dovuto effettuare dei lavori di riparazione. Il Giovanni Delle Bande Nere era scortato dal cacciatorpediniere Aviere e dal torpediniere Libra. Una precauzione rivelatasi alla fine inutile. Alle 9 del mattino, non distante da  Stromboli, l'incrociatore venne centrato da due siluri lanciati dal sommergibile Urge. Lo scafo si spezzò e il Delle Bande Nere colò a picco undici miglia a sud dell'isola. Dei 772 uomini imbarcati in 381 persero la vita in fondo al mare.  

Fu una delle tante tragedie del Mediterraneo che coinvolsero altre navi della Regia Marina, come pure altre imbarcazioni che trasportavano militari italiani destinati ad essere deportati in Germania, come fu il caso, dopo l'8 settembre 1943, dei disastri navali dell'Oria con oltre 4.000 vittime o del Donizetti con quasi 1.800 morti o il Petrella con oltre 2.600 caduti.

«Il ritrovamento dell'incrociatore leggero Giovanni Delle Bande Nere conferma l'efficacia operativa dei veicoli subacquei in dotazione alla Marina Militare, capaci di operare a quote profonde per il controllo dei fondali e delle infrastrutture strategiche», recita una nota della Marina Militare. Che così ricostruisce le operazioni: «La scoperta è avvenuta grazie all'impiego dei veicoli subacquei imbarcati sul cacciamine Vieste in grado di condurre ricerca e identificazione a quote profonde: il veicolo autonomo subacqueo (Autonomous Underwater Vehicle – Auv) Hugin 1000, della ditta Kongsberg, e il veicolo filoguidato Multipluto 03, della ditta Gay Marine. Circoscritta l'area di ricerca in base alle presunte coordinate dell'affondamento, il cacciamine ha proceduto a mappare il fondale con il veicolo Hugin, scoprendo più contatti correlabili con il relitto. Successivamente i contatti sono stati identificati grazie all'uso del Multipluto, che ha consentito di filmare anche le prime immagini della nave rivelando i tre tronconi in cui si spezzò nell'affondamento e accertandone l'identità».