È grazie a un isolano doc se la nazionale azzurra di equitazione torna a vincere, dopo 25 anni di digiuno, a Gijon in Spagna. Il cavaliere Antonio Alfonso, classe '78, qualche giorno fa ha infatti regalato alla squadra italiana la Coppa delle Nazioni dello CSIO5* (massimo livello nella categoria salto a ostacoli equestre), in sella al suo Donanso.

Agli ordini di Duccio Bartalucci e insieme ai compagni Filippo Bologni, Antonio Maria Garofalo ed Emanuele Camilli, hanno battuto Gran Bretagna e Francia (rispettivamente seconda e terza classificata). Ha speso gran parte della vita dedicandola ai cavalli, che l'hanno portato giovanissimo a distinguersi, non solo nel Bel Paese, ma in tutto il mondo: a cinque anni già montava, le prime gare sono arrivate ad appena dieci anni; non era neppure trentenne quando ha iniziato a collezionare prestigiosi trofei e titoli, sia personali sia in seno alla nazionale.

Da quindici anni gestisce la scuderia privata del castello dell'Olgiata, a Roma, e da cinque è proprietario di un'altra scuderia in Olanda, a Eindhove, che conduce insieme a sua moglie Stephanie, anche lei amazzone. Sophie, loro figlia, a sei anni è già un portento ed ha iniziato a competere, primeggiando in tutte le gare.

Da sempre insomma, Isola Liri continua a confermarsi fucina di grandi talenti, come ribadisce anche il papà di Antonio, Luigi: conosciuto da tutti come Gino, insieme al resto della famiglia, da Isola segue con emozione le prodezze del figlio: «Antonio è uno dei tanti, bravi ragazzi, che rappresentano con orgoglio la Ciociaria» e non possiamo che dargli ragione