C'è anche la biologa ricercatrice di Trevi nel Lazio Illari Salvatori nell'equipe della fondazione Santa Lucia di Roma che, in collaborazione con l'Istituto di farmacologia traslazionale del Cnr, ha scoperto come un farmaco già in uso per altre patologie abbia mostrato effetti neuroprotettivi in uno studio preclinico sulla sclerosi laterale amiotrofica (Sla). La trentacinquenne ciociara, con la ricerca nel sangue, si è laureata in biotecnologie mediche, Phd in medicina sperimentale e master in nutrizione e nutraceutica funzionale.

«Ho iniziato la mia attività di ricerca - dice la biologa - appena terminati gli studi; vincitrice di una borsa di studio sono stata accolta presso la Fondazione Santa Lucia, Irccs di Roma, nel laboratorio di neurochimica della professoressa Maria Teresa Carrì, ad oggi coordinato dal dottore Alberto Ferri e dalla dottoressa Cristiana Valle, per entrambi nutro profonda stima e affetto. Il nostro laboratorio dice la ricercatrice si occupa da anni di sclerosi laterale amiotrofica (malattia neurodegenerativa grave dell'età adulta, progressivamente invalidante). In particolare negli ultimi anni ci siamo concentrati nella comprensione dei meccanismi molecolari che sono alla base delle disfunzioni metaboliche precoci nella Sla.

L'utilizzo di questo farmaco, già utilizzato nella terapia delle disfunzioni coronariche, ci ha permesso di ripristinare la spesa energetica in un modello murino preclinico di Sla. Siamo molto contenti dei risultati ottenuti, (pubblicati sulla rivista scientifica British Journal of Pharmacology), soprattutto perché hanno contribuito a disegnare uno studio clinico pilota condotto dal gruppo di ricerca australiano dell'università di Queensland, con cui abbiamo e stiamo collaborando». Un'eccellenza trebana che farà strada visto il suo profondo e vero amore per la ricerca, quindi per gli altri.