La pietra musicale in Perlato Royal Coreno finisce al centro di una tesi di laurea. Benedetto Di Vito ha conseguito la laurea triennale in Economia Aziendale con una tesi dal titolo "Qualità e competitività delle imprese nel settore lapideo", un lavoro nel quale ha dedicato una parte importante al marmo Perlato Royal Coreno e in particolare alla pietra musicale realizzata nella cava Lavalle. Relatore il professore Lucio Cappelli.

Calciatore semi professionista, attualmente in forza nell'Insieme Formia che milita nel campionato di serie D, Benedetto Di Vito, il 4 novembre scorso, giorno della discussione della tesi, ha conquistato la commissione raccontando come sono nate le Pietre Musicali, l'ultima frontiera raggiunta dalla pietra locale, modelli estetici completamente nuovi, riconosciute quale Brevetto Industriale dal Ministero per lo Sviluppo Economico il primo settembre del 2014, nati dall'ingegno e dalla volontà dei fratelli Andrea e Giuseppe Lavalle e del giovane figlio di Giuseppe, Michele. Sono ottenute grazie ai tagli nella pietra eseguiti sapientemente dagli artigiani, per dare vita a lamelle in grado di vibrare creando suoni e armonie musicali. Il suono del nuovo "strumento" è reso possibile dalla compattezza della pietra.

«Sono rimasto affascinato durante il "viaggio" che ho compiuto intorno al marmo di Coreno dalle Pietre Musicali, che sono sicuramente frutto di due valori: il primo consiste nel rispetto della terra e della montagna, in un'ottica nuova, ecologista, che ritiene di non dovere e non volere scartare più nulla della pietra di Coreno; il secondo consiste nel rispetto della più antica tradizione sapientemente custodita dagli scalpellini italiani e che possiede ancora tutti i requisiti per garantire il prestigio del made in Italy nel mondo. Mi sono convinto che le strategie di marketing che sono state applicate in passato e che possono essere ancora applicate per dare nuovo impulso al settore lapideo dipendano innanzitutto, ma direi quasi esclusivamente, dalla qualità del prodotto stesso.

Una qualità da non intendersi, o meglio da non intendersi soltanto, come frutto di certificazioni e autorizzazioni derivanti da un approccio di tipo docimologico, ma piuttosto come insieme di storia, cultura e valori conservati, custoditi, incastonati, anzi "scavati", nei marmi italiani. Ringrazio Giuseppe Lavalle, "innamorato" della montagna dal cuore di marmo, per l'enorme disponibilità, per avermi accolto in cava e avermi mostrato con la sua passione i tesori della pietra di Coreno», ha detto il neo dottore, che ha dedicato il lavoro alla sua mamma.