Emilia Romagna, Calabria, Lombardia ma anche Francia (Parigi) e Gran Bretagna (Londra). E dal territorio? Una richiesta continua, specie dai commercianti di varie categorie. A prendere queste prime vie, a pochissimi giorni dalla presentazione, è la "Birra Montecassino" prodotta nella tenuta dell'Albaneta tra storia, cultura e fede. A credere nel progetto è stato l'imprenditore Daniele Miri che ha avuto le terre in locazione dall'abate dom Ogliari.

Prima "birra"prodotta a Montecassino. Che reazioni si sono state dopo il brindisi inaugurale?
«La presentazione di lunedì scorso spiega Miri è stata memorabile. Sono rimasto molto soddisfatto per il messaggio che è scaturito dagli interventi degli illustri ospiti e, cioè, che questo progetto deve essere una opportunità per il territorio, il rilancio delle nostre tradizioni e anche una nuova risorsa in termini di turismo e ricaduta occupazionale positiva. Insieme alla comunità monastica di Montecassino abbiamo voluto inviare un segnale di rilancio, presentando il progetto seguendo il motto dell'abbazia "Succisa Virescit". Un ringraziamento al cavaliere Stirpe, all'onorevole Buschini e al professor Formisano che, con i loro interventi, hanno visto e testimoniato che come nei secoli scorsi proprio da Montecassino parte questo messaggio di speranza che vuole restituire forza e determinazione al territorio. Le prenotazioni sono tantissime, sia sulla pagina Fb, sia sul sito www.birramontecassino.it, dove da tutta Italia e anche dall'Europa stanno prenotando in anteprima la Birra ma anche il miele. Inizieremo a inviare a partire dalla prossima settimana».

E i percorsi storici?
«Siamo molto attenti alla sviluppo dei percorsi che possano essere una vera e propria esperienza.
Sulla base di questo, già da tempo, abbiamo individuato tragitti legati alla memoria bellica, alla storia benedettina, alle visite didattiche per birra e miele, ai percorsi naturalistici».

Mario e Domenico, una storia che si ripete. Ce la racconta?
«È l'esempio perfetto di quando dico che, nella Tenuta dell'Al baneta, si respira la nostra storia, le nostre origini, è un luogo magico sotto questo punto di vista. Ho contattato Mario Tedesco, un professionista molto noto nel suo settore di movimento terra, per sistemare e manutentare le strade, i percorsi e restituire una grande immagine alla Tenuta dell'Albaneta. I primi giorni di lavoro mi ha parlato del padre Mario e del fatto che aveva lavorato proprio su quei tracciati per i monaci, nel dopoguerra, quando le masserie dell'Albaneta erano al massimo splendore dando lavoro a boscaioli, coltivatori, allevatori e provvedevano alla sussistenza del collegio dell'abbazia di Montecassino e alla comunità monastica. Ho insistito per conoscere Domenico e, sabato, prima della presentazione è venutonella Tenuta, sorridente, con i suoi novantanni di saggezza e conoscenza e da lì ha iniziato un racconto di storia, di vite vissute, che solo all'Albaneta si possono ascoltare. In pratica le strade che il figlio Mario stava riportando egregiamente a lustro, le aveva realizzate proprio lui, tutte, nessuna esclusa, seguendo quando veniva impartito dalla comunità monastica.
Ho potuto capire molte cose che non riuscivo a comprendere circa i percorsi. Domenico è una testimonianza delle tradizioni di questa terra e guardando nei suoi occhietti ancora vispi e pieni di contentezza guardando quel posto ritornare allaluce dopo 30 anni di abbandono, ho capito che sto facendo la cosa giusta».