Il 4 marzo 2018 è una data destinata a passare alla storia politica dell'Italia. Il risultato delle urne, sia alla Camera che al Senato, rappresenta una vera e propria rivoluzione. Il Movimento Cinque Stelle di Luigi Di Maio diventa di gran lunga il primo partito, mentre, nel centrodestra, la Lega di Matteo Salvini effettua il sorpasso nei confronti di Forza Italia di Silvio Berlusconi. Il Pd va sotto il 20% e il 40% delle europee di quattro anni prima rappresenta un pallido ricordo. Dopo la sconfitta nel referendum del dicembre 2016, un altro risultato negativo e pesante nella stagione di Matteo Renzi.

Contemporaneamente però, nel Lazio, Nicola Zingaretti vince in controtendenza nazionale e diventa l'unico Governatore a fare il bis alla Regione. Nessuno prima di lui c'era riuscito. Deve però fare i conti con l'effetto "anatra zoppa", perché a livello di coalizione la maggioranza va al centrodestra. Il che evidenzia ulteriormente il peso politico e il ruolo di Nicola Zingaretti, perché significa che il voto disgiunto degli elettori lo ha premiato. E che dunque è andato oltre i confini della coalizione. Renzi sconfitto, Zingaretti in trionfo. Tra le sintesi del 4 marzo c'è anche questa. Alle regionali del Lazio l'affluenza è del 66,5%. Nicola Zingaretti, alla guida di una coalizione di centrosinistra, vince con il 32,93%, sulla scorta di 1.018.736 voti. Stefano Parisi, il candidato del centrodestra, di voti ne ottiene 964.757, il 31,18%. Mentre Roberta Lombardi (Movimento Cinque Stelle) tocca quota 835.137, il 26,99%. Poi tutti gli altri candidati, dei quali diremo tra poco. La coalizione di centrosinistra fa segnare 867.393 voti, il 34,19%. E' composta da 6 liste. Il Pd ha il 21,25% (539.131 voti). Al secondo posto la Lista Zingaretti, fortemente voluta anche da Massimiliano Smeriglio: 110.080 voti, il 4,34%. Nel centrosinistra c'è anche Liberi e Uguali, che sul piano nazionale si presenta per proprio conto. Nel Lazio LeU ottiene il 3,48% (88.416 voti). La coalizione di centrodestra arriva al 36,37% (922.664 voti). Con Forza Italia al 14,63% (371.155 voti), la Lega al 9,96% (252.772) e Fratelli d'Italia all'8,69% (220.460). Il Movimento Cinque Stelle è al 22,06% (559.742 voti), al di sotto del risultato della Lombardi.

Gli altri candidati alla presidenza della Regione. Sergio Pirozzi, sostenuto da due liste, arriva al 4,89%, Mauro Antonini (CasaPound Italia) all'1,94%, Elisabetta Canitano (Potere al Popolo) all'1,42%, Jean Leonard Touadi (Civica Popolare Lorenzin) allo 0,25%, Giovanni Paolo Azzaro (Democrazia Cristiana) allo 0,25%, Stefano Rosati (Riconquistare l'Italia) allo 0,16%. In provincia di Frosinone vincono Stefano Parisi e il centrodestra. Il candidato alla presidenza della Regione ottiene il 35,73% (102.129 voti). La coalizione è al 39,69% (100.083 consensi): 17,57% per Forza Italia, 11,21% per la Lega, 5,59% per Fratelli d'Italia, 4,37% per Noi con l'Italia-Udc, 0,95% per Energie per l'Italia.

Nicola Zingaretti raccoglie 90.816 voti, il 31,77%. Il centrosinistra è al 33,98% (85.676). Con il Pd al 20,21% però. Poi la Lista Zingaretti (4,30%), Centro Solidale (3,58%), Italia Europa Insieme (2,81%), Liberi e Uguali (2,56%) e + Europa (0,52%). In Ciociaria Roberta Lombardi, candidata alla presidenza per i Cinque Stelle, è al 26,32%, Sergio Pirozzi (alla guida di due civiche) al 2,98%, Mauro Antonini (CasaPound) all'1,43%, Elisabetta Canitano (Potere al Popolo) allo 0,75%, Jean Leonard Touadi (Civica Popolare Lorenzin) allo 0,65%, Giovanni Paolo Azzaro (Democrazia Cristiana) allo 0,22%, Stefano Rosati (Riconquistare l'Italia) allo 0,14%.

Il Partito Democratico elegge due consiglieri regionali: conferma per Mauro Buschini (16.445 voti),debutto per Sara Battisti (11.909). i due si presentano in "ticket" e sono espressione dell'area Pensare Democratico di Francesco De Angelis. Per Forza Italia viene eletto Pasquale Ciacciarelli, che ottiene 10.014 preferenze. Nel Movimento Cinque Stelle è eletto Loreto Marcelli, con 2.714 voti.