L'era di Nicola Zingaretti presidente della Regione Lazio inizia il 24 febbraio 2013, quando, per via delle dimissioni di Renata Polverini, alla Regione Lazio si va ad elezioni anticipate. Contemporaneamente alle politiche, come è successo anche un anno fa, il 4 marzo 2018.

Per la poltrona di Governatore concorrono in 12, con ben 27 liste in campo. Una Babele. Nella quale però l'unico a parlare la lingua della vittoria è proprio Nicola Zingaretti. Alle urne si reca il 71,96% degli aventi diritto: 3.423.284 persone su 4.757.508.

Nicola Zingaretti vince con il 40,65% (1.330.398 voti). Guida una coalizione di centrosinistra formata da 5 forze politiche, che insieme raggiungono il 41,64%. Ottimo il risultato del Pd, che tocca il 29,72%. Poi la Lista Zingaretti (4,51%), Sinistra Ecologia e Libertà (3,69%), Psi (1,98%) e Centro Democratico (1,74%). E' il laboratorio di quel centrosinistra ampio e inclusivo che poi Zingaretti porterà avanti fino ai giorni nostri.

Il candidato del centrodestra è ancora una volta Francesco Storace, che schiera ben 12 liste a suo sostegno. Si ferma però al 29,32% (959.683 voti). Con la coalizione di centrodestra al 32,80%. Il Popolo delle Libertà è al 21,20%, i Fratelli d'Italia al 3,84%, La Destra al 3,35%, la Lista Storace all'1,64%.

Davide Barillari (Movimento Cinque Stelle) è al 20,22%. Giulia Bongiorno (attuale ministro del Governo Conte) arriva al 4,74%.
Poi, nell'ordine, Sandro Ruotolo (Rivoluzione Civile) al 2,18%, Simone Di Stefano (CasaPound) allo 0,80%, Alessandra Baldassarri (Fare per Fermare il Declino) allo 0,57%, Giuseppe Rossodivita (Lista Amnistia Giustizia e Libertà) allo 0,45%, Roberto Fiore (Forza Nuova) allo 0,37%, Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore) allo 0,34%, Luigi Sorge (Partito Comunista dei Lavoratori) allo 0,27%, Giuseppe Strano (Rete dei Cittadini) allo 0,09%.

La provincia di Frosinone, però, si conferma roccaforte del centrodestra. Vince Francesco Storace con il 37,35%, con la coalizione al 40,06%. Pdl al 27,66%, Fratelli d'Italia al 4,10%, La Destra al 3,28%. 

Nicola Zingaretti, però, tiene benissimo: 35,12%, con il centrosinistra al 35,58%. Partito Democratico al 24,79%, Psi al 3,98%, Sinistra Ecologia e Libertà al 2,80%, Lista Zingaretti al 2,54%.

In Ciociaria Davide Barillari (Movimento Cinque Stelle) si ferma al 15,05%. Mentre Giulia Bongiorno arriva al 7,56%. Poi Sandro Ruotolo (Rivoluzione Civile) al 2,39%, Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore) allo 0,67%, Simone Di Stefano (CasaPound) allo 0,46%, Luigi Sorge (Partito Comunista dei Lavoratori) allo 0,36%, Alessandra Baldassarri (Fare per fermare il declino) allo 0,34%, Roberto Fiore (Forza Nuova) allo 0,33%, Giuseppe Rossodivita (Lista amnistia, giustizia e libertà) allo 0,28%, Giuseppe Strano (Rete dei cittadini) allo 0,08%.

Gli eletti sono quattro. Nel Popolo delle Libertà Mario Abbruzzese, già presidente del consiglio regionale durante il mandato della Polverini, ottiene la conferma con 15.501 voti. Prevalendo su Antonello Iannarilli (12.343). Quindi Walter Tersigni con 8.550 preferenze e Annalisa D'Aguanno con 2.898.

Per il Partito Democratico viene eletto Mauro Buschini (che sarà nominato assessore nel corso della legislatura) con 15.683 voti. Davanti a Giuseppe Moretti (12.711), Aldo Antonetti (4.937) e Antonella Di Pucchio (2.997).

Nella Lista Bongiorno Presidente viene eletto consigliere regionale Marino Fardelli, con 6.944 voti. Nel corso della legislatura passerà al Partito Democratico. Fardelli batte in volata Fabio Forte (6.552). Quindi 3.959 consensi per Angelo Veronesi e 1.048 per Alessandro Foglietta. Nel listino collegato a Nicola Zingaretti viene eletta anche Daniela Bianchi.