Tom Hardy interpreta Eddie Brock Jr., giornalista investigativo nell'universo che popola le pagine secondarie degli albi di Spiderman. Placato lo scontro legale relativo all'appartenenza cinematografica del mondo dell'Uomo Ragno, Marvel e Sony hanno trovato una sorta di pace armata: la Disney userà liberamente Spiderman, a Sony, invece, spetteranno con le dovute libertà tutti quei personaggi "di controrno". Il film di Ruben Fleischer, disponibile su Netflix, apre le porte di questo mondo cinematografica a tutta una nuova serie di personaggi e interpreti.

Eddie Brock è quello che oggi chiameremmo un giornalista scomodo. Senza filtri e con il proverbiale pelo sullo stomaco, mette in difficoltà chiunque meriti domande inquisitorie, scavando su argomenti che alcuni vorrebbero rimanessero nascosti. Lo aspetta un futuro luminoso e, stavolta, viene inviato a intervistare il magnate Carlton Drake, giovane miliardario e brillante scienziato che cerca di superare i limiti dell'umanità come la conosciamo.

Il contemporaneo arrivo sulla Terra di alcuni simbionti alieni, messo in combinazione con l'invadenza di Eddie Brock, creerà la tempesta perfetta per una serie di incontri, e scontri, ad alto contenuto action. Il film è il primo capitolo realmente indipendente del nuovo ciclo Sony-Marvel. Vivendo come una coppia di "separati in casa" con il Marvel Cinematic Universe, i supereroi di casa Sony sembrano interessati a crearsi una storia di autodeterminazione abbastanza marcata, cercando di lasciare il segno in un mercato sempre più saturo.
Come è andato questo primo tentativo? Non eccezionale, ma con buoni spunti su cui costruire una serie di film.

Innanzitutto c'è da lodare la scelta del protagonista: Tom Hardy sta riuscendo nella complessa impresa di diventare un attore, anzi l'attore più interessante di una generazione affollata di qualità. I suoi lavori più recenti come "Taboo" e "Mad Max: Fury Road" hanno insegnato come, con versi gutturali e sbraiti riesca a veicolare quanto normalmente si fa con un dialogo.
Un marcatissimo accento britannico condisce il personaggio conferendo la curiosa aura del selvaggio in abito da gentiluomo. Interpretazioni molto solide anche da parte degli attori che completano il cast, menzione speciale per Riz Ahmed che diventa un perfetto villain con la faccia da bravo ragazzo.