John Kelly, intrepretato da uno straordinario Michael B. Jordan, è il membro di una squadra d'elite di Navy Seals. I soldati scelti partecipano a un raid militare segreto in Medioriente per sgominare una cellula di supposti terroristi dell'Isis. La missione fila liscia ma, al momento della cattura dei criminali, la squadra scopre che i bersagli, in realtà, erano soldati russi. Dopo un rientro con tante domande e pochissime risposte, la squadra torna alla propria vita. I problemi sorgono tre mesi dopo quando, in un'apparente rappresaglia armata per le perdite subite, alcuni agenti dell'FSB russa uccidono uno per uno i partecipanti alla missione in Siria.

L'agguato a Kelly finisce tragicamente: il soldato riuscirà a sopravvivere, uccidendo gli aggressori, ma sua moglie incinta morirà sotto i colpi dei russi. Un agguato folle sul suolo americano che incrina ulteriormente i rapporti tra le nazioni, già tese, avvicinando il mondo a una nuova guerra fredda. Il problema è che, in casi come questo, nulla è mai come sembra e una cospirazione più grande sembra essersi messa in moto.
L'approdo di Stefano Sollima nella lega dei grandi è ormai ufficiale: gli studios si fidano del regista di tante produzioni nostrane, affidandogli prodotti con budget importantissimi, "Soldado" prima, adesso "Senza rimorso".

È evidente anche dal prodotto finale presentato su Amazon Prime Video il perché: la direzione del film da parte del regista italiano è una mano invisibile che guida allaperfezione isuoi protagonisti. Purtroppo per il nostro talento, però, la sua caparbietà cade, a poco a poco, sulle fondamenta poco solide impostate da un altro gigante. Tra i nomi dei grandi sceneggiatori dei giorni nostri sicuramente Taylor Sheridan merita una menzione: film di frontiera americana con una struttura solida e personaggi credibili come "Sicario","Hell or High Water" o "Wind River" lo hanno consacrato tra i grandi nomi affidabili.

Il problema è che stavolta si incarta su una storia nella quale si dimentica del punto di partenza, il gigante Tom Clancy, della cui penna non sembra restare traccia nel prodotto finito. La storia purtroppo diventa un reticolo un po' troppo ingarbugliato, ma a tirare su il risultato finale ci pensa il resto della banda. Jordan è un protagonista moderno: atletico, funzionale, spericolato. Intorno all'attore di Santa Ana viene cucita, da Sollima, un'azione ben costruita e ben modellata. Azione ben orchestrata che riesce a coprire, a suo modo, le pecche di una sceneggiatura non ai livelli di Sheridan.