Thomas Vinterberg si gode il momento d'oro della sua carriera dopo una serie di film di raro spessore. L'artista danese ha concentrato negli ultimi dieci anni una serie di ottimi lavori che ne hanno messo in luce le grandissime doti registiche e di scrittura. "Un altro giro", sua ultima fatica datata 2020, ha vinto il Gran Premio di Cannes e gli è valsa una nomitation come miglior regista e miglior film in lingua straniera agli Oscar 2021. Il 2012 è stato l'anno de "Il sospetto" (su Netflix), pellicola in lingua danese arrivata al successo nel nostro Paese con l'avvento delle piattaforme di streaming. Lucas è un uomo ben integrato nella sua cittadina danese.

Ex insegnante di scuole primarie e secondarie, si è ritrovato a fare l'educatore nell'asilo nido del suo piccolo paese. Una vita tranquilla e modesta che conduce da separato: una rottura complicata con la ex moglie che si è portata dietro il figlio. Da un momento all'altro, tuttavia, il mondo gli crolla addosso. La piccola Grethe, una delle bambine del nido, decide di fare un omaggio al suo insegnante: un cuore di perline e una letterina d'amore. L'insegnante, seppur lusingato, rifiuta la piccola bambina che, successivamente, andrà a parlare con la direttrice dell'istituto.

Il racconto della piccola metterà in allarme la dirigente, che si ritroverà a dover gestire un sospetto caso di violenze sessuali su una delle piccole studentesse.
Una macchia sulla figura di Lucas che cambierà radicalmente la sua vita in un paese così piccolo.
"Il sospetto" è un film terribile. La sensazione di deterministica impotenza nei confronti della cattiveria e dell'odio, potenzialmente immotivati, dà origine a un nodo allo stomaco degli spettatori.

Una vera e propria battaglia a mani nude contro un fiume in piena è quella che aspetta Lucas quando le voci iniziano a girare. Quello che è il racconto di una bambina diventa una verità scolpita nella pietra ed il maestro amico di tutti diventa un bersaglio: un elemento pericoloso da sradicare dalla comunità. La strepitosa performance di un mattatore come Mads Mikkelsen, attore feticcio di Vinterberg, impreziosisce una sceneggiatura cupa e molto ben costruita.