Correva l'anno 2007. Era il 5 ottobre. Nell'aula magna dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale faceva il suo ingresso Sergio Marchionne. L'amministratore delegato del gruppo Fca, quel giorno, riceveva la laurea honoris causa in Economia dal rettore Paolo Vigo e dal preside della facoltà Fausto Piola Caselli. Di fronte a loro Luca Cordero di Montezemolo, l'allora presidente della Regione Piero Marrazzo, l'ex abate di Montecassino e le autorità di un intero territorio.

«Provo un leggero imbarazzo. perché a voi studenti la laurea costa anni di impegno mentre io ci ho messo il tempo del viaggio da Torino a Cassino in elicottero». Giù applausi per il compianto ex amministratore delegato di Fca, che nell'occasione spiegò: «Non avrei mai potuto raggiungere questi meriti senza il coraggio e la passione, la capacità di molti colleghi e di molti collaboratori. Alla lista di ringraziamenti vorrei aggiungere tutti gli operai del gruppo Fiat, circa 180.000 nel mondo che hanno lavorato con impegno e determinazione per ridare orgoglio e credibilità alla loro azienda».

Il 5 ottobre del 2017 è stato sicuramente uno dei giorni più importanti nei "primi 40 anni" dell'Università di Cassino. Perché? Cosa ha significato quel giorno, oltre la bella cerimonia e la consegna della laurea ad honorem a uno dei più grandi imprenditori italiani? Quel giorno ha rappresentato, simbolicamente, la saldatura che esiste nel territorio tra il mondo della cultura e il mondo del lavoro. Tra l'Università e lo stabilimento Fca.

I due pilastri del territorio del Lazio Meridionale che negli anni Settanta hanno dato una svolta importante al territorio. Sono decine e decine i progetti che vedono coinvolti gli studenti di Ingegneria e di Economia con lo stabilimento Fca e le fabbriche dell'indotto. Non da ultimo il contest "Millennials and cars: the future of the car and the car of the future".

E per rafforzare la sinergia tra i due mondi - quello del lavoro, legato in particolar modo a Fca e all'indotto - e quello della formazione, da anni, da molto prima che arrivasse qualcuno che si inventasse i cosiddetti "navigator", l'Unicas è stata all'avanguardia creando nel 2010 il career day di ateneo permettendo al centro l'incontro tra domanda e offerta.

Ad oggi l'evento è gestito da Alaclam, ovvero l'associazione dei laureati dell'Università di Cassino, un'altra novità non da poco che non è facile trovare in altri atenei. In cosa consiste il career day? Le aziende con i loro stand sono ospitate dall'Unicas e in quella giornata hanno modo di raccogliere curriculum e fare colloqui. Nella stessa giornata c'è l'orientamento in entrata, con l'Unicas che mette in mostra i suoi corsi di laurea ai diplomandi.

Perché non è vero che studiare non serve. Lo dice la scienza, si leggerebbe in uno dei classici post su Facebook. Ma qui siamo nella piazza reale, non in quella virtuale dei social. E a parlare, numeri alla mano, è proprio un docente dell'Unicas non la scienza astratta paventata sui social.

«Gli ultimi dati disponibili - ha spiegato di recente il professor Ferrante - confermano che i laureati sono stati quelli che maggiormente sono riusciti a fronteggiare la crisi economica scoppiata nel 2007-8». Il docente di economia politica quindi argomenta: «Negli ultimi anni è stato alimentato il falso mito che l'alta formazione non servisse, soprattutto perché la crisi economica ha reso più difficile per i giovani trovare lavoro».

Ma i numeri che snocciola il professor Ferrante dicono esattamente il contrario, ovvero che l'istruzione è centrale per combattere la crisi. Nel 2007, ovvero negli anni pre-crisi, il tasso dei neolaureati disoccupati era del 9,7%, quello dei neodiplomati del 13,1%. Nel 2014 abbiano questo quadro: la quota dei neolaureati disoccupati è salita al 17,7%, quella dei neodiplomati al 30,9%. Per non parlare di quelli che si sono fermati alla scuola dell'obbligo: praticamente quasi uno su due non lavora, il 48% per l'esattezza.