Trema la terra e il rischio si concentra soprattutto nei centri storici. Case abbandonate, tetti che crollano, cornicioni pericolanti: quanto sono sicuri i vicoli della città ernica? Il viaggio inizia da San Leucio, dove palazzine di recente ristrutturazione si appoggiano a case tirate su senza alcuna precauzione antisismica. Un terzo delle costruzioni del centro è a rischio. Lo sanno i residenti, lo sanno gli amministratori e lo sanno anche i proprietari dei ruderi da demolire. Edilizia selvaggia e successivo spopolamento hanno determinato la triste condizione in cui versa attualmente il borgo: «In Italia i centri storici sono degradati perché si preferisce cementificare le campagne dove negli ultimi 40 anni è scomparso quasi un terzo del territorio agricolo». Questo il quadro emerso da uno studio Coldiretti.

Anche a Veroli la popolazione ha preferito costruire ville in periferia, lasciando alla mercé del tempo le case dei nonni. Molto del patrimonio abitativo è ora vuoto: soprattutto di costruzioni realizzate senza regole strutturali. Perché allora non promuovere una politica amministrativa che incentivi le ristrutturazioni? Perché costruire in aree aperte è decisamente più redditizio per i costruttori, ma anche per gli amministratori. Va però ricordato che molti di questi ruderi sorgono su una zona ad alto rischio sismico. Per non parlare del rischio che corrono gli edifici pubblici, scuole comprese, per le quali non è ancora chiaro se esistono certificati di agibilità statica. E mentre la Procura indaga in tutta la provincia di Frosinone, i cittadini chiedono garanzie.

Nel mirino dei magistrati sono finiti anche i piani di protezione civile. Solo tre quelli aggiornati, gli altri andrebbero tutti rivisti. Quanto allora sono sicuri i vicoli del centro storico? Tante, troppe le case abbandonate al loro destino.

In via Gracilia, nonostante qualche lieve intervento di messa in sicurezza, pezzi di cornicione continuano a sgretolarsi sotto gli occhi dei passanti. Diverse volte sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, ma di soluzioni nemmeno l’ombra.

Crollano frammenti di cornicione anche in via Aonio Paleario e in via Lucio Alfio.