Il punk ha compiuto pochi mesi fa quarant’anni, ma è più vivo che mai. Quattro decadi sono passate da quando dei ragazzacci inglesi che si facevano chiamare Sex Pistols pubblicarono il celeberrimo “Never Mind the Bollocks”, ma in Ciociaria c’è una band che non sembra aver dimenticato la lezione: si tratta dei 15 Minutes of Shame, quartetto di Isola del Liri che ha appena pubblicato il suo secondo album in studio. Lorenzo Spinato (voce e chitarra), Costantino Mizzoni (chitarre e voce), Mario Bruni (basso e voce) e Davide Rufo (batteria), dopo l’esordio con “Scrambled Eggs”, sono tornati in studio: il disco che ne è nato è un piccolo grande capolavoro. Si chiama “Born to Lose”, è stato registrato presso il VDSS Recording Studio, mixato e masterizzato da Filippo Strang, autoprodotto e uscito per l’etichetta indipendente VDSS Records: otto brani da far saltare sulla sedia  tutti i nostalgici dei Clash, degli Stiff Little Fingers e dei New York Dolls.

Le radici punk si fondono con melodie tipicamente power pop che faranno breccia anche nei cuori di chi non è un grande fan del rock più duro. Il primo singolo, “Surfing Drama”, rievoca le atmosfere della Londra della seconda metà dei ’70, eppure è stato scritto e registrato in provincia di Frosinone. Come è possibile? Potere della musica e delle sensazioni che questa sa regalarci. Emozioni senza tempo, che qualsiasi ragazzo si trova a vivere e ad affrontare, al di là dell’epoca storica e del Paese in cui vive. Ventisette minuti tirati, che si chiudono con la bellissima “Dario Hubner”, omaggio all’ex bomber di Brescia e Piacenza che tutti gli amanti del calcio ricorderanno. Meritano una menzione speciale anche la title-track, la melodia trascinante di “Superraffishgirl” e la bellissima “Nico”, che ricorda le atmosfere, più recenti, dei Green Day e dei Blink-182. È proprio questo che balza immediatamente all’occhio (o meglio, all’orecchio in questo caso) dei 15 Minutes of Shame: la capacità di fondere insieme, spesso anche all’interno della stessa canzone, melodie moderne e di immediato impatto, con riff selvaggi e schitarrate che affondano le loro radici nella storia del rock.

Ci raccontate come è nato "Born to Lose"?
«Questo è il nostro secondo disco ed è venuto fuori dall’esigenza di sfogarci, diciamo così, perché il primo è un album più melodico, giovanile. “Born to Lose” invece è venuto fuori dall’esigenza di tirare fuori un sound più aggressivo, che avevamo dentro, ma che non eravamo riusciti a tirare fuori prima. Il genere sul quale ci siamo sempre orientati è quello che si sente in questo disco, che ci rappresenta molto di più».

Quali sono le band che vi influenzano di più?
«Sicuramente i Cloud Nothings, i Japandroids, in parte anche i Weezer. Da queste band abbiamo cercato di attingere per creare il nostro sound, ma anche il punk primordiale è stato fondamentale: il suono della chitarra è molto vintage e crea quel mix tra power pop, soprattutto nella voce, con veri e propri cori da stadio, e punk classico, tipo i Ramones».

Avete aperto i concerti di band italiane molto famose, come Lo Stato Sociale o I Tre Allegri Ragazzi Morti…
«Sì, per noi si è trattato di esperienze molto importanti, che ci hanno fatto crescere. Sono arrivate nel momento in cui eravamo davvero giovanissimi e ci hanno dato molto, soprattutto alcune band che sono state anche molto disponibili nel dispensare i consigli giusti. Consigli che ci hanno permesso di migliorare di fare il salto ad uno step successivo. Quindi è stato fondamentale soprattutto in quel determinato periodo storico, in cui avevamo bisogno che qualcuno più esperto ci desse il consiglio giusto».

Quali sono i progetti per l’immediato futuro?
«Intanto nel weekend abbiamo presentato “Born to Lose” prima a Frosinone, quindi a Roma, al locale “Le Mura”. Il 4 novembre invece ci siamo esibiti a casa nostra, ad Isola del Liri, alla Cantina Bukowski. Il resto del tour è ancora in fase di programmazione, a breve daremo maggiori informazioni al riguardo tramite la nostra pagina Facebook».

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I 15 Minutes Of Shame sono:

Lorenzo “Papero” Spinato: voce, chitarra
Costantino Mizzoni: chitarra, voce
Davide Rufo: batteria
Mario Bruni: basso, voce

TRACKLIST “BORN TO LOSE”:

1. Born To Lose
2. Surfing Drama
3. Nico
4. Superraffishgirl
5. Sadness
6. You Really Know Me
7. Step 3
8. Dario Hubner