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Serie B

Frosinone-Pescara: occasione sciupata. Ma le colpe sono limitate

Il Frosinone avrebbe potuto fare meglio. Ma il risultato è stato condizionato da arbitro e var- Deprecabile la mancanza di fair play degli abruzzesi

Frosinone-Pescara: occasione sciupata. Ma le colpe sono limitate

Foto Federico Proietti - Vietata la riproduzione

l’analisi

daniele ciardi

Il terzo 2 a 2 consecutivo dell’ultimo periodo, ha fatto allontanare il Frosinone dalla prime due piazze di classifica, con Monza e Venezia che ora vantano cinque lunghezze. Ma nessun dramma. Con dieci gare ancora da giocare e trenta punti a disposizione, tutto può succedere. Ed è certo che la “banda” Alvini non lascerà nulla di intentato per provare a riprendersi almeno il secondo posto prima della fine della stagione.

Due punti persi
Dicevamo, comunque, del terzo pareggio consecutivo e sempre con lo stesso risultato. Diverso sicuramente dal primo, alla luce dell’ordine delle marcature, e più simile al secondo visto che sia domenica a Catanzaro che mercoledì sera con il Pescara in casa, il Frosinone era sotto per 2 a 0 ed è finita 2 a 2. Ma due sfide, quella del “Ceravolo” appunto e dello “Stirpe”, per il resto ben diverse. Perchè se il pari in terra di Calabria poteva essere considerato giusto alla luce di una gara equilibrata a livello soprattutto di occasioni (i due portieri grandi protagonisti), in quella dell’altro ieri quasi tutti i pericoli maggiori li ha creati la squadra ciociara. Per cui si può tranquillamente parlare di due punti persi.

C’era una volta la sportività
Impossibile, poi non sottolineare quanto accaduto in occasione della seconda rete del Pescara. Oggi la parola che si usa è fair play, ma noi siamo legati alla “vecchia” sportività, di cui la squadra abruzzese ha dimostrato di non conoscere affatto il significato. Il tutto inizia con gli ospiti che stanno per battere una rimessa laterale poco oltre la metà campo dei canarini, con Cittadini che chiede all’arbitro di fermare il gioco perchè si è infortunato. Il difensore del Frosinone si siede a terra, mentre il Pescara rimette il pallone in gioco verso Brugman che invece di fermarsi lancia Di Nardo. Tutto questo con i calciatori giallazzurri fermi e con le mani alzate. Ebbene, in tutta risposta Di Nardo calcia in porta, Palmisani, a torto, lascia passare il pallone facile da parare, e l’arbitro in quel momento chiama in campo i sanitari della squadra ciociara per soccorrere Cittadini. Fin qui tutto normale, se non fosse che dopo la sostituzione dell’ex Atalanta, in maniera inspiegabile il signor Di Marco concede il gol che lui (come mostrano le immagini) non aveva nemmeno visto perchè guardava Cittadini a terra. Una vera mancanza di sportività da parte di Brugman soprattutto, in barba a Fumagalli della Reggina che il giorno prima con il portiere del Sudtirol Cragno che si era fatto male davanti a lui, a porta vuota ha messo il pallone in fallo laterale. A quel punto, come è già accaduto in passato, tutti si aspettavano che il Pescara avrebbe fatto segnare il Frosinone e invece l’assenza di sportività ha continuato ad animare le fila degli abruzzesi.

Gli arbitri dismessi e il var
Mancanza di sportività da parte della squadra di Gorgone, ma anche grave errore del signor Di Marco che avrebbe dovuto fermare il gioco già nel momento della battuta della rimessa laterale. Di Marco, che subito dopo viene tradito anche dal “collega” al var. L’arbitro assegna giustamente il gol dell’1 a 2 a Calvani, ma viene richiamato da Maggioni al var. Una chiamata assurda e ingiusticabile, perchè si tratta di una decisione di campo che l’arbitro aveva preso in maniera giusta. E, invece, l’ex direttore di gara lo convince ad annullare la rete per una spinta che non c’è mai stata ai danni del “furbetto” Altare (nel finale di gara verrà “ripagato” pagherà con l’ingiusta espulsione). E a proposito di var, purtroppo è diventato il refugium peccatorum degli arbitri dismessi. Non tutti sanno che per i direttori gara la stagione va equiparata a un campionato, con i “peggiori” cinque che al termine della stesso vengono mandati a casa. Ma se poi costoro, escono dalla porta per rientrare dalla finestra, è tutto inutile. E così ti ritrovi ancora con i Maggioni e i Serra (inspiegabile il rigore non visto su Calvani a Catanzaro), che tutta Italia ricorda benissimo per i loro madornali errori.

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