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La sfida

Adesso il Frosinone non si vuole fermare

Dopo la vittoria di Bari subito un’altra trasferta. I canarini sono pronti ad affrontarla con quello spirito che da inizio campionato li ha sempre contraddistinti

Alvini: «Squadra brava a sacrificarsi»

Seconda trasferta consecutiva per il Frosinone, che dopo aver espugnato sabato scorso il campo del Bari questo pomeriggio (fischio d’inizio alle ore 15) proverà a ripetersi nella sfida del “Mapei Stadium” contro i padroni di casa della Reggiana. Il successo ottenuto al “San Nicola” ha permesso alla “banda” Alvini di salire dal quarto al terzo posto di classifica con una sola lunghezza di distacco dal Modena secondo. Ora, chiaramente, l’obiettivo è non fermarsi e provare a migliorare ulteriormente la posizione nella graduatoria generale. Impresa, va detto, per nulla facile, al cospetto di una formazione che fin qui nelle gare interne ha sempre messo in campo ottime prestazioni come dimostrano i tre successi e altrettanti pareggi ottenuti, senza perdere nemmeno una volta. Allo stesso tempo, però, va anche sottolineato il fatto che il Frosinone non è nuovo a imprese del genere come dimostra, senza andare troppo lontano, la vittoria nell’ultimo turno a Bari contro i “galletti” che nelle precedenti cinque sfide casalinghe per tre volte avevano ottenuto l’intera posta in palio e in due occasioni avevano pareggiato.

Ripetersi è possibile

E provare a ripetersi è certamente nel dna della formazione giallazzurra, che sia nelle gare interne che in quelle esterne e contro qualsiasi avversario, è sceso in campo per fare la partita riuscendoci quasi sempre. Quanto costruito da mister Alvini è sotto gli occhi di tutti, e non a caso il suo Frosinone viene indicato dagli addetti ai lavori, e non solo, come un esempio da seguire. Tutti i calciatore della giovanissima rosa canarina, hanno fatto vedere di avere ben scolpito in testa, dal primo all’ultimo, i compiti assegnati di volta in volta dal loro tecnico. E lo dimostra il fatto che nonostante i tanti infortuni che hanno perseguitato la compagine ciociara da inizio stagione fino a tutt’oggi, i risultati non sono mai mancati perché anche le cosiddette “riserve”, si sono sempre fatte trovare prontissime. E a proposito di assenze, anche per la partita di questo pomeriggio l’allenatore dei giallazzurri dovrà fare i conti con forfait importanti. Oltre ai soliti indisponibili da tempo, vale a dire Barcella, Gori e Selvini (e senza dimenticare che Biraschi è guarito ma è stato convocato per la prima volta da inizio stagione dopo il lungo stop per l’intervento chirurgico al ginocchio), oggi contro la Reggiana non ci saranno nemmeno Bracaglia, Kone e Francesco Gelli. Il primo, protagonista fin qui di un grandissimo campionato, deve scontare un turno di squalifica, il secondo si è fatto male nel corso di questa settimana e il terzo è stato costretto a dare forfait per un risentimento muscolare avvertito nella rifinitura di ieri. Il ciociaro doc e l’ivoriano, sempre titolari nelle ultime gare, dovrebbero essere sostituiti dal capitano Marchizza, che è rimasto ai box per infortunio dalla vigilia della terza giornata (titolare dall’inizio alla fine nelle prime due ha poi giocato soltanto gli ultimi sette minuti alla quarta con il Sudtirol) e da uno tra i giovanissimi Cichella o Grosso. A livello di caratteristiche tattiche, il primo si avvicina di più all’ivoriano, ma il secondo può garantire un pizzico di esperienza in più e quindi alla resa dei conti dovrebbe toccare a lui sostituire Kone.

Ipotesi di formazione

Andiamo a questo punto a vedere in tutta la sua completezza quella che potrebbe essere la formazione anti Reggiana. In porta ci sarà come sempre Palmisani, e davanti a lui il solito quartetto arretrato composto da Anthony Oyono, che si occuperà della corsia di destra, Marchizza che agirà su quella opposta, mentre al centro la coppia composta da Calvani e Monterisi. A centrocampo, quindi, il terzetto formato da Calò, Koutsoupias e, come detto, uno tra Cichella o Grosso. Chi vincerà questo ballottagio o il greco alzerà quindi il suo raggio d’azione rispetto agli altri due compagni, giocando quasi in linea con gli esterni avanzati Ghedjemis (a destra) e Kvernadze (a sinistra). Punta centrale, infine, Raimondo.

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