I casi accertati di scabbia tra i profughi ospiti a Sora sono quattro: uno nel centro di accoglienza della Caritas, risolto durante le feste natalizie, e gli altri tre nella struttura di San Domenico. Giorni di controlli, cure e pulizie approfondite per i 41 richiedenti asilo sistemati nell’ex distaccamento dei Vigili del fuoco.

Sulle loro condizioni di salute inevitabilmente puntano l’attenzione i cittadini e soprattutto l’amministrazione comunale che sta seguendo il caso con l’assessore Veronica Di Ruscio. «Il caso di scabbia non è unico, ma l’emergenza è rientrata grazie alla somministrazione di farmaci e alla sanificazione dei locali che sta avvenendo in questi giorni - spiega l’assessore - Il 31 dicembre sono stata contattata dall’Asl e sono venuta a conoscenza del fatto. Immediatamente abbiamo avviato tutte le procedure necessarie».

L’infestazione che interessa la pelle è contagiosa ma non pericolosa. La scabbia è causata dall’acaro Sarcoptes scabiei, un parassita molto piccolo e di solito non visibile, che si annida sotto la cute provocando un intenso prurito allergico. La malattia può essere contratta non solo dal contatto diretto pelle-pelle, ma anche tramite l’utilizzo comune di oggetti o abiti.

Per debellare la scabbia e ripristinare nel più breve tempo possibile le condizioni di normalità all’interno della struttura d’accoglienza di via Barca San Domenico è stata avviata la sanificazione completa dei locali che ospitano i giovani profughi per scongiurare altri casi. Qui una ditta milanese ha già provveduto alla disinfestazione. «Oltre a curare la patologia con cure mediche, anche lo stabile, gli ambienti hanno cambiato look: sono stati buttati cuscini, materassi, indumenti e coperte - conferma l’assessore Di Ruscio - A questa fase rigenerativa ne seguirà un’altra di mantenimento: infatti sarà compito di una ditta locale impegnarsi a mantenere pulita la struttura per impedire altri episodi simili».