Funziona davvero. È il numero verde, appena istituito dal settore Servizi Sociali, dove vengono raccolte le segnalazioni dei cittadini di Cassino su episodi di accoglienza che non rispettano i criteri di legge o, comunque, tali da destare preoccupazione. È attivo da pochi giorni e ha già fatto incetta di chiamate.

La gente ha raccontato episodi come il caos sui balconi di alcuni appartamenti, il numero crescente di immigrati in altre case, la presenza insistente al parco Baden Powel, disagi particolari legati a una cooperative per l'accoglienza (tra l'altro le informazioni sono state inoltrate pure alle forze di polizia) e appartamenti mai censiti dall'amministrazione dove, invece, ci sono affitti a immigrati. Era proprio questo lo scopo che l'amministrazione si era prefissa con il progetto numero 13 denominato "In rete" dell'assessorato alle Politiche sociali e della famiglia.

Un intervento finanziato dalla Regione Lazio e che riguarda il potenziamento della gestione dell'accoglienza migranti nella città e il cui numero verde (0776.298401) che può essere contattato il martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 12 e il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17. Progetto, tra l'altro, ben più ampio.
A settembre infatti partirà la mappatura delle cooperative presenti sul territorio comunale, il numero di profughi attualmente ospitati in città, la situazione delle strutture (requisiti strutturali, condizioni dell'accoglienza, percorsi di integrazione).
L'obiettivo non è assolutamente negativo bensì rivolto a contribuire a gestire l'accoglienza avendo contezza, innanzitutto dei dati e delle situazioni di vita degli immigrati. Si andrà così a censire e a bussare a tutte le cooperative. Poi i risultati, incasellati in uno schema già predisposto, saranno spediti a prefettura e ministero.

«Le segnalazioni che iniziano ad arrivare -ha specificato l'assessore Benedetto Leone- testimoniano il fatto che il cittadino vuole partecipare alla vita della propria comunità. Non me le aspettavo con questa tempestività ma evidentemente i cassinati hanno percepito subito l'utilità del contatto e del progetto intero. Non è affatto compito del Comune fare i controlli sanitari nelle coop, noi verifichiamo soltanto la presenza, intesa come numero, delle strutture sul territorio, un censimento per avere un dato certo anche sui profughi. Al cittadino, comunque, interessa un Comune che non sia sordo a richiesta di controlli, di attenzione, di verifica. L'importanza delle regole è fondamentale non per limitare la libertà delle persone ma per garantire la libertà a tutti. Non c'è differenza né di colore né tra Sprar o Cas. Ma, come accade in ogni ambito, chi non rispetta le regole, va segnalato ha concluso l'assessore Ad esempio, ai giardinetti pubblici i giochi sono destinati ai bambini, non ad altre attività. In questo primo periodo ci sarà una raccolta delle informazioni, poi partiranno anche i"controlli"».