Un attento monitoraggio in provincia di Frosinone per verificare il grado d'allarme relativo al mesotelioma. Lo chiede il consigliere provinciale e Comunale di Forza Italia Danilo Magliocchetti. È stato, infatti, pubblicato in questi giorni, curato dal centro operativo regionale Lazio - Tumori Professionali, presso il Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale, il rapporto 2016 sull'incidenza del mesotelioma.m Il dipartimento di epidemiologia dell'Asl Roma 1, centro operativo regionale del Registro nazionale dei mesoteliomi maligni, ha effettuato la rilevazione dei casi di mesoteliomi maligni della pleura, del peritoneo, del pericardio, della tunica vaginale del testicolo per soggetti residenti nel Lazio alla diagnosi, con data di incidenza della patologia a partire dal 2001 fino al 31 dicembre 2016. Tale attività si è rilevata di fondamentale importanza nella conoscenza dell'epidemiologia dei mesoteliomi e nello studio delle esposizioni responsabili della comparsa della malattia. Per ogni caso registrato si provvede all'acquisizione di copia della cartella clinica del ricovero in cui si è posta la diagnosi e di eventuali altri ricoveri significativi effettuati presso aziende ospedaliere pubbliche e private, regionali o extra-regionali.

I casi di mesiotelioma maligno nel Lazio individuati grazie all'attività del registro regionale, a partire dal 1 gennaio 2001 fino al 31 dicembre 2016, sono 1229. Dei 1229 casi registrati, 933 casi (76%) sono risultati certi (conferma cito-istologica, immunoistochimica e diagnostica per immagini), 119 (10%) probabili (corroborati da referti istologici con elementi di dubbio, o dai soli referti citologici) e 175 (14%) possibili (corroborati solo da evidenze clinico-radiologiche in assenza di conferma cito- istologica o dal solo certificato di decesso con dizione di mesotelioma).

Nel Lazio il tasso di mesotelioma maligno, nel periodo 2001-2016 è risultato in lieve aumento rispetto a quello degli ultimi anni. Nel comparto edile quasi l'80% dei lavoratori ha lavorato prima degli anni 70. Nel comparto metalmeccanico la maggior parte dei casi sono ascrivibili all'azienda Snia/Bpd di Colleferro. «Come si evince chiaramente dalla lettura del rapporto, ha commentato in proposito il Consigliere Comunale e provinciale Danilo Magliocchetti, la provincia di Frosinone si rileva la seconda nel Lazio, dopo Latina ed esclusa Roma, per incidenza del mesotelioma maligno. Da rilevare, prosegue Magliocchetti, che rispetto ad una importante Asl romana, per estensione geografica ed utenza, come la Roma F, il territorio ciociaro presenta appena 9 casi in meno, 70 Frosinone, rispetto ai 79 di quella capitolina e questo dato deve far riflettere su quanto sia stato penetrante il mesoteliama da noi. E' di tutta evidenza, infatti, che in provincia di Frosinone si è registrato un numero significativo di persone esposte all'amianto per ragioni professionali o per vicinanza con aree contaminate per periodi più o meno lunghi. A tal fine la Regione Lazio ha già opportunamente pubblicato, con decreto U00017 del 16 gennaio 2015, il piano regionale della prevenzione 2014-2018, tuttavia sarebbe utile sviluppare ulteriormente anche un vero e proprio piano regionale amianto, mirato al monitoraggio ma soprattutto alla prevenzione dei mesoteliomi nella regione».