Sugli screening oncologici, a Frosinone i numeri sono in crescita. Il consigliere provinciale di Forza Italia Danilo Magliocchetti così commenta: «Fondamentale che gli screening della Regione Lazio previsti nei programmi operativi 2016-2018 stiano dando positivi risultati in provincia, in termini di volumi di attività».

Prosegue il consigliere provinciale: «La popolazione invitata ai tre programmi di screening, ha registrato sempre un trend in crescita nel triennio 2014-2016, come è possibile rilevare dai dati ufficiali della Regione. Per quanto concerne gli screening alla mammella, si è passati dagli 11.341 del 2014 ai 28.839 nel 2016; per lo screening del collo dell'utero l'aumento è stato ancora più ampio: dai 6.161 del 2014 ai 21.511 del 2016; infine, per lo screening al colon retto, si è passati dai 39.366 del 2015 ai 39.739 del 2016».

Secondo Danilo Magliocchetti «da questi numeri si capisce chiaramente che l'attività di prevenzione oncologica sul territorio è senz'altro in fase di potenziamento. Questa importante attività preventiva rischia tuttavia di non risultare sufficientemente efficace senza due importanti elementi: da un lato la partenza del registro dei tumori, che come noto necessita della individuazione del finanziamento di 100.000 euro. Dall'altro, la realizzazione del dipartimento interaziendale provinciale oncologico in provincia di Frosinone (Dipo). Il Dipo infatti - sottolinea Magliocchetti - dove è stato realizzato, ad esempio in Lombardia, svolge un importante ruolo di collegamento e di integrazione tra tutti i soggetti che si occupano di patologia oncologica, secondo i principi della interdisciplinarietà orientata alla persona malata. Lo compongono la Asl, le Unità operative o Sezioni autonome o Servizi delle aziende/strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate della Provincia, con rilevanti interessi assistenziali e scientifici in ambito oncologico, le Unità di cure palliative presenti sul territorio provinciale.

Contribuiscono, inoltre, alla costituzione del Dipo, le organizzazioni o singoli professionisti o parti interessate attive in campo oncologico nel territorio provinciale. Una importante ed efficace politica di prevenzione oncologica non dovrebbe prescindere dalla interazione di queste tre importanti attività. Le proposte di Magliocchetti sono chiare e determinate, e in linea con le richieste dell'opinione pubblica. Si vedrà se la Regione recepirà istanze ora così centrali.