Sono finalmente ricominciati dagli inizi di aprile i lavori di adeguamento antincendio di piano terra, secondo e terzo livello della futuribile "Casa della salute" di Ceccano. Nuovo "respiro", dunque, a un cantiere ufficialmente aperto dal 6 maggio 2016 presso l'ex ospedale "Santa Maria della Pietà" e, come annunciato dalla Asl di Frosinone, ci sarà anche «un restyling estetico-architettonico con rispetto dei colori tipici» delle Cds, ovvero «celestino, rosso e grigio tenue». Duro e colorito, invece, è stato il dibattito su questo ampio ritardo durante il "Consiglio dei Sepolcri" dello scorso 13 aprile, quando ha acceso la "miccia" un'apposita interrogazione del consigliere Gianni Querqui, «presentata più di anno fa - ha ricordato - ma più che mai attuale visto che il decreto di Zingaretti del 2014 prevedeva che a Ceccano fosse aperta la prima struttura provinciale e ora apprendiamo dell'apertura ormai prossima della Cds di Ferentino (non prevista inizialmente, ndr)», dopo quelle di Pontecorvo, Atina e Ceprano.
«Probabilmente ci sono amministrazioni di altre città - ha affondato Ginevra Bianchini - più rispettate dalla Regione Lazio e abbiamo da tempo il presentimento che questa "Casa della salute" sarà conclusa a ridosso delle elezioni regionali». 
Una questione, dunque, resta aperta malgrado il riavvio dell'intervento per la "Casa della salute": l'amministrazione Caligiore si sente fortemente discriminata dalla Regione Lazio ma per l'opposizione si tratta di un infruttuoso isolamento politico.