La professoressa Isabella Mastrobuono vuole essere reintegrata nel ruolo di direttore generale della Asl di Frosinone. I suoi legali, gli avvocati Francesco Castiello ed Edoardo Giardino, hanno presentato al Tar del Lazio formale richiesta di ottemperanza della sentenza del Tribunale amministrativo regionale dello scorso 17 gennaio.

Sentenza con la quale, specificano gli avvocati, sono stati accolti tutti i ricorsi della Mastrobuono: sulla mancata conferma dell'incarico di direttore generale della Asl, sul commissariamento dell'Azienda Sanitaria di Frosinone, sull'esclusione della stessa Mastrobuono dall'elenco degli idonei alla nomina come direttore generale delle Aziende Sanita-ie Locali e degli Irccs.

Nella richiesta di ottemperanza (in tutto 24 pagine) si legge in premessa: «In luogo di eseguire la sentenza, la giunta regionale, su proposta del presidente della Regione, ha adottato la deliberazione n. 28/2017 con la quale sono stati disposti: 1) la riadozione del provvedimento di commissariamento annullato da codesto Tar; 2) la riconferma del dottor Macchitella con decreto presidenziale del 6/2/2017, impugnato col presente ricorso; 3) l'implicito rifiuto di reintegra della professoressa Isabella Mastrobuono nell'incarico di direttore generale».

Nella richiesta del giudizio di ottemperanza si chiede al Tar di dichiarare la nullità del commissariamento della Asl e di conseguenza di disporre la reintegra della dottoressa Mastrobuono nell'incarico di direttore generale. Sette i motivi che vengono illustrati dagli avvocati Castiello e Giardino. I quali ad un certo punto rilevano: «D'altro canto negare la reintegra della dottoressa Mastrobuono accordandole soltanto tutela per l'equivalente monetaria in luogo di quella in forma specifica ex articolo 2058 del codice civile significherebbe, di fatto, retribuire due direttori generali, con innegabile violazione dei fondamentali principi di economicità ed efficienza della Pubblica Amministrazione, cui deve essere conformata l'azione amministrativa».

E sul commissariamento rilevano: «Non vi è alcuna motivazione plausibile che può valere come supporto giustificativo di tale scelta, che costituisce soltanto l'espressione della ostinata intenzione della Regione di non voler procedere alla reintegra della dottoressa Mastrobuono». Per quanto riguarda il profilo dell'inconferibilità della nomina a direttore generale della Asl di Frosinone per via del ruolo di direttore sanitario della Casa di Cura Nuova Villa Claudia che, dall'ottobre scorso, la Mastrobuono ricopre, i due legali scrivono: «Nel caso concreto alcuna situazione di conflitto di interessi appare configurabile per l'inesistenza di alcun collegamento tra la Asl di Frosinone e la Casa di Cura Nuova Villa Claudia. Le funzioni di controllo e di verifica del mantenimento degli standard di accreditamento della Casa di Cura anzidetta sono infatti demandati esclusivamente alla Asl Roma 1. Non esiste alcuna interferenza territoriale e funzionale tra la Asl Frosinone e la Casa di Cura Nuova Villa Claudia operante a Roma».

Si fa riferimento al fatto che si tratta di «una piccola Casa di cura monospecialistica». E si sottolinea: «La distanza chilometrica tra le due realtà oggetto della competenza territoriale della Asl di Frosinone e la Casa di cura Nuova Villa Claudia sono le seguenti: Cassino (160,4 km con tempo medio di percorrenza 1 ora e 52 minuti); Frosinone (123,5 km con tempo medio di percorrenza 1 ora e 24 minuti). Nuova Villa Claudia nulla ha a che fare con la Asl di Frosinone».

Viene citato anche un parere dell'Anac del novembre 2016 su un caso simile. La Mastrobuono chiede la reintegra. E soltanto «in via largamente subordinata» la corresponsione degli arretrati. Adesso la parola torna al Tar del Lazio. Non c'è pace per l'Azienda Sanitaria Locale di Frosinone.