"Tendenze, politiche e criticità della privazione della libertà nel Lazio". Questo il titolo dell'appuntamento di ieri in sala Mechelli alla Pisana, per la presentazione della relazione annuale 2018 del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Lazio.

La relazione, che riguarda l'attività svolta e i risultati ottenuti nell'anno passato, viene presentata agli organi regionali ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale n. 31 del 2003, ma costituisce anche l'occasione per fare il punto della situazione nelle carceri del Lazio e in generale di tutte le misure e le strutture alternative al mondo carcerario.

6534 detenuti nel Lazio a fronte di 5256 posti disponibili nelle strutture: questo il primo dato che balza agli occhi, a conferma della cronica insufficienza dei posti rispetto alle esigenze e da cui scaturisce il problema del sovraffollamento carcerario. Il Lazio è la terza Regione per numero di detenuti, dopo la Lombardia e la Campania; la maggior parte dei detenuti sono tali in esecuzione di condanne definitive.

Il Lazio è la quarta regione italiana per numero di detenuti dietro la Lombardia, la Campania e la Sicilia, con il tasso di affollamento più critico rispetto al resto del Paese, alla fine del 2018 infatti il tasso era del 124% a fronte di un dato nazionale del 118%. Complessivamente sono 6.534 le persone detenute nella regione, a fronte di una capienza regolamentare di 5.256 posti.

Come spiegato dal Garante tra il 31 dicembre del 2017 e il 31 dicembre del 2018 il tasso di affollamento delle strutture penitenziarie è aumentato di 6 punti in percentuale.