Ben 460 fornitori e un indotto che, ai tempi d'oro, contava 10.000 unità. I numeri della Fiat hanno sempre brillato, fino a quando la crisi e le conseguenti richieste di ammortizzatori sociali al governo, hanno pian piano staccato la spina che alimentava l’economia del Cassinate. E i lavoratori dell’indotto si sono più che dimezzati. Ora si riaccende la spia della speranza. Perché se Alfredo Altavilla ha annunciato, alla recente assemblea Anfia e alla presenza dell'allora premier Renzi, che stanno per partire 1.800 assunzioni a Piedimonte, è altrettanto confermato che un'enorme ricaduta occupazionale si dovrà avere nelle aziende che costellano l'area dell'indotto. Anzi sono in molti a ripetere che nuovi ingressi già ci sono stati con l'obiettivo di iniziare a correre insieme a Giulia e Stelvio. Un dato su tutti: ogni unità produttiva dello stabilimento pedemontano ne genera due nell'indotto. È inevitabile. E a confermarlo è il Sole24Ore che in un servizio su "Impresa e Territori" racconta la lenta, ma esistente, ripresa dell'economia del Lazio. Servizi e agricoltura daranno, nel 2017 una boccata d’ossigeno registrando una risalita mentre «l'occupazione si riduce nell'edilizia e nell'industria. Con eccezione per l'automotive, in particolare per lo stabilimento Fca di Cassino dove è ripartita a pieno ritmo la produzione con effetti positivi su occupazione e indotto». E se il rapporto di Bankitalia certifica il miglioramento dell’economia laziale, sono le grandi industrie a trainare il dato.

Gli esponenti politici e imprenditoriali della nostra provincia lo hanno ripetuto, a più riprese, nel corso di tutto il 2016: la rinascita targata Fca porterà beneficio all'intera regione. Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria, lo ha ripetuto anche ieri sulle colonne del noto quotidiano economico: «Il programma Fca che si sta portando avanti è serio, sta rispettando le attese e riporta la produzione ai livelli che competono al nostro Paese». Ed Enzo Valente, segretario dell'Ugl, è convinto che il discorso delle assunzioni Fca farà guadagnare livelli occupazioni anche e soprattutto alle aziende che riforniscono la grande casa automobilistica: «Molte realtà dell'indotto si sono già organizzate, negli ultimi due, tre anni. Hanno investito, riammodernato, innovato. E sono pronte alla sfida Fca. Ora ci aspettiamo che ci sia questo ritorno occupazionale sull'indotto, ma non può essere diversamente. Negli ultimi incontri a Roma, Fca ha comunicato che esporterà queste 500 unità da Pomigliano a Cassino e procederà all’assunzione di tanti altri lavoratori sul territorio. Non può esserci una rinascita dello stabilimento senza una rinascita dell'indotto. E con il riconoscimento di Cassino quale area di crisi non complessa non possiamo che ben sperare che le aziende possano intercettare queste importanti risorse».