Atti vandalici contro il patrimonio comunale e aree verdi utilizzati da incivili per abbandonare rifiuti di ogni genere. Queste alcune delle gravi emergenze che si trova a vivere la città di Pontecorvo e su cui interviene il consigliere di minoranza Annalisa Paliotta che invita a promuovere attività di sensibilizzazione tra i pontecorvesi per diffondere il concetto di bene comune: «Non amo la politica rissosa e urlata, tanto meno credo nella forza delle idee di chi in assise civica abbandona l’aula ancor prima di iniziare il dibattito, ma credo invece nella forza di chi resta e cerca soluzioni realizzabili per il bene comune del paese - ha affermato Annalisa Paliotta - Non credo nella forza di chi trasforma, da entrambe le parti, il consiglio comunale in un continuo tribunale disgregando la comunità invece di unirla».

Poi il consigliere di minoranza rilancia: «Sarebbe a mio parere importante sensibilizzare la cittadinanza e diffondere il concetto di bene comune volto alla valorizzazione del patrimonio del nostro territorio. I ripetuti atti vandalici a danno di alcuni punti di ritrovo della città e il deturpamento di aree verdi adibite troppo spesso a discariche abusive devono essere una motivazione a mettere in atto maggiori controlli e a rinforzare il senso civico, ma allo stesso tempo a creare delle alternative. Il grave ritardo dell’amministrazione nell’iniziare la raccolta differenziata credo sia determinante in tal senso. Sulla valorizzazione delle aree verdi potremmo prendere esempio da alcuni comuni virtuosi e coinvolgere in modo più importante tutte le associazioni presenti sul territorio e iniziare progetti condivisi. Le associazioni già svolgono una meritoria azione per la città ma la loro attività dovrebbe essere maggiormente valorizzata. Inoltre l’Italia è un paese ad altissimo consumo di suolo. Per anni le amministrazioni hanno puntato sull’espansione dell’edificato per avere a volte introiti da riutilizzare. A mio parere la nostra città dovrebbe mirare a riconvertire le aree dismesse e riqualificare il patrimonio esistente comprese le aree rurali e iniziare ad approcciare nuovi concetti quali la bioarchitettura e la bioedilizia».