Troppi letti in pochi metri quadrati e niente riscaldamenti: sovraffollamento e carenze igienico sanitarie, il Comune di Roccasecca ordina lo sgombero di 59 profughi. Sono state emesse ieri due ordinanze di sgombero, a firma del sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco, nei confronti dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale ospitati all’interno di altrettante strutture presenti nella parte alta della città.

Un atto dovuto a seguito dei sopralluoghi eseguiti nei giorni scorsi dai carabinieri di Roccasecca, insieme agli ispettori della Asl di Frosinone e agli agenti della polizia municipale locale, durante i quali erano state rilevate diverse irregolarità. Controlli scattati a seguito della delibera di giunta con la quale il Comune chiedeva un controllo capillare sulle strutture di accoglienza presenti nel centro storico.

In particolare, lo sgombero ha interessato un numero totale di 59 rifugiati e si è reso necessario «per problematiche connesse alla carenza di condizioni igienico-sanitarie e al sovraffollamento all’interno dei locali - ha affermato Sacco - non ritenuti agibili in rapporto al numero di ospitati».

Le irregolarità

Quaranta i profughi ospitati in un ex agriturismo e 19 quelli dentro un’abitazione privata: due strutture adibite all’accoglienza sulle cinque presenti nella parte alta della città. Diverse le irregolarità che sono state riscontrate nei sopralluoghi. Nel fabbricato in via Santa Maria Nuova dove sono stati accertati 19 posti letto: sette in 25 metri quadrati, quando secondo la norma il numero massimo di ospitanti risulta essere pari a tre. «Gli ambienti abitativi - si legge nella delibera di sgombero - presentano oltre al sovraffollamento condizioni di anti-igienicità dovuta allo scrostamento delle pareti e dei soffitti, e in alcune camere si evidenziano distaccamenti degli intonaci. Inoltre gli ambienti risultano privi di riscaldamento e solo in una camera è presente una stufa elettrica, insufficiente per il volume da riscaldare (115 mq)».

Sempre nell’abitazione privata i carabinieri avevano rilevato che i locali erano privi di arredi e di armadi per gli indumenti e in cucina erano presenti solo 2 piani cottura, di cui uno non funzionante, e 4 bombole di gas. Durante il controllo, inoltre, è stata anche verificata la presenza di due operai intenti a eseguire i lavori di ristrutturazione.

Sovraffollamento e condizioni igienico sanitarie precarie sono state riscontrate anche nella struttura dell’ex agriturismo ospitante 40 migranti, dove secondo la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) «la capacità ricettiva sarebbe inferiore alle 25 unità», si legge nella seconda ordinanza di sgombero, che evidenzia il fatto che «siano state accertate carenze igienico sanitarie per mancanza di piatti doccia e ventole non funzionanti in alcuni bagni».

La decisione

Solidarietà e integrazione, sì ma secondo le regole. L’amministrazione comunale ha comunque ribadito con forza che Roccasecca è una città assolutamente solidale e da sempre nutre un forte sentimento di integrazione. Proprio in questa direzione è in fase di predisposizione il progetto per la promozione di azioni positive volte a favorire il contrasto a situazioni di discriminazione etnico-razziale, con avviso bandito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri è volta a prevenire azioni di pregiudizio e di intolleranza e soprattutto a favorire l’integrazione. «Il Comune di Roccasecca, che al momento ospita più di 100 cittadini stranieri, intende sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere iniziative volte a favorire l’integrazione, utilizzando la leva della cultura, delle arti o dello sport, e quindi attraverso iniziative finalizzate a perseguire una cultura etica di valori sociali positivi ed una forte solidarietà tra cittadini come sancito nella carta costituzionale», ha concluso il sindaco Sacco.