Si cerca un “gestore” per la Certosa di Trisulti. Dopo tanti mesi e tante voci che si sono rincorse, ora c'è l'ufficialità: la Direzione generale dei musei afferente al Mibact ha reso pubblico l'avviso per individuare le associazioni o le fondazioni senza fine di lucro alle quali concedere in uso beni immobili del demanio dello Stato che richiedono interventi di restauro. E tra questi c'è, appunto, anche la storica certosa che sorge nel territorio di Collepardo, inserita in un elenco che comprende altri dodici siti sparsi un po’ in tutta Italia.

La concessione d'uso, è specificato nell'avviso, è finalizzata alla realizzazione di un progetto di gestione del bene che ne assicuri la corretta conservazione, l’apertura alla pubblica fruizione e la migliore valorizzazione.

Le condizioni per partecipare, va detto, sono ferree: vanno presentati un progetto di restauro con le misure e gli interventi necessari che il proponente si impegna a realizzare, le modalità di fruizione del bene, tenuto conto anche delle “precedenti destinazioni d'uso”, un piano economico-finanziario asseverato da una banca che dimostri la sostenibilità economico-finanziaria della gestione. Inoltre c’è da pagare un canone annuale a base d’asta che, per Trisulti, parte da 14.658,42 euro.

Nell'avviso viene anche detto che è possibile “realizzare delle possibili sinergie mediante collegamento con altri siti culturali e con i circuiti di turismo culturale e di eccellenza del territorio di riferimento”, oltre a poter istituire un biglietto di ingresso. Stringenti anche i requisiti per poter partecipare: l'associazione non deve avere fini di lucro e annoverare tra le sue finalità lo svolgimento di attività di tutela, promozione, valorizzazione o conoscenza del patrimonio culturale, nonché una documentata esperienza almeno quinquennale nel settore della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.

L'avviso scade il prossimo 16 gennaio: dunque ci sono poco più di due mesi per presentare la domanda. Per il momento non si registrano reazioni a caldo: tutti sono presi dalla valutazione completa ed esatta dei contenuti del bando. Per la magnifica e preziosa Certosa di Trisulti sta per aprirsi un nuovo capitolo.

Ma che fine faranno i tre monaci rimasti?

La pubblicazione ufficiale dell'avviso ministeriale per la futura gestione della Certosa di Trisulti ha fatto balenare immediatamente un solo pensiero: quale sarà la sorte che attende lo sparuto drappello di monaci cistercensi (sono soltanto tre) che “popola”il sito religioso? Una domanda che si può declinare in vari modi: i monaci andranno via subito o resteranno finché non saranno chiuse tutte le pratiche burocratiche e consegnate le chiavi al nuovo conduttore? E, nel caso in cui il bando andasse deserto (è una possibilità), come aiutare la comunità religiosa ancora attiva e salvare i beni storici e artistici che sono a Trisulti?

Interrogativi cui è difficile fornire oggi una risposta esaustiva. Va detto però che il bando della Direzione generale dei musei assomiglia quasi ad un annuncio di sfratto, senza più appello: padre Ignazio Rossi, il priore, e gli altri confratelli ancora presenti hanno resistito e insistito fin qui per poter restare (di un abbandono si parla in maniera decisa da almeno tre anni), ma ora potrebbe essere davvero giunto il momento di scrivere la parola fine sulla presenza cistercense a Trisulti, arrivata qui nel 1947 in sostituzione della comunità certosina che si era estinta.