Alcune pietre della parete perimetrale dell’antica chiesa di San Marco sono venute giù per il cattivo stato di conservazione in cui versa il complesso ecclesiastico dell’XI secolo.

Durante l’ultima pulizia delle sterpaglie che crescono lungo il perimetro della chiesa, gli operai del Comune hanno notato un grosso masso che prima non c’era, insieme a un altro più piccolo: erano caduti da qualche giorno e la folta vegetazione li nascondeva. Immediata una ricognizione a vista degli stessi operai sullo stato della parete perimetrale e, con loro sorpresa, individuavano almeno altri tre massi, di dimensioni più piccole di quello caduto, che sfidando la gravità ancora restano appoggiati alla sottostante muratura alta oltre dieci metri: «Ho dato ordine ai tecnici del Comune di controllare minuziosamente lo stato di quella parete e anche delle altre - riferisce il sindaco Silvio Mancini - e se la situazione richiede misure di prevenzione e messa in sicurezza non tarderò ad adottarle».

La caduta dei due massi arriva nel momento meno opportuno: l’intero complesso è situato all’interno del cimitero monumentale e a pochi giorni dalla ricorrenza del 2 novembre la messa in sicurezza dell’intera zona deve essere una priorità. Ma il suo stato precario è cosa arcinota ad Atina: da quindici anni la chiesa è sotto osservazione e, prima una serie di ponteggi, poi l’interdizione del passaggio del pubblico ai piedi dei muri, sono state le decisioni prese dai sindaci che nel frattempo si sono occupati del problema senza riuscirci. Anche l’interno del cimitero sconta le conseguenze di questo stato di cose: un’area di sepoltura situata alle spalle dell’abside è transennata da anni.

Diverse le richieste ai vari organi competenti (regionali e nazionali) per finanziare almeno l’intervento di messa in sicurezza dell’intero edificio di culto, ma finora sono state grida d’aiuto lanciate nel vuoto.

Il masso più grande caduto dal muro perimetrale dell’antica chiesa di San Marco