La scellerata corsa clandestina con i cavalli messa in scena domenica mattina da un gruppo di rom in via Barca San Domenico, a Sora, ha lasciato tutti sdegnati.
La città è subito balzata agli onori delle cronache nazionali, un brutto esempio di inciviltà e incuranza delle regole.

Nemmeno l'emergenza coronavirus li ha fermati, mentre gli altri erano disciplinatamente chiusi in casa.
Una vicenda che lascia l'amaro in bocca non solo ai sorani, ma all'intero Paese costretto a vivere Pasqua e Pasquetta a domicilio.

Il senatore di Fratelli d'Italia Massimo Ruspandini usa parole dure per condannare quanto accaduto. «È un episodio che lascia di stucco, non solo me ma tantissimi cittadini - sottolinea il senatore-  In un momento così difficile, in cui gli italiani stanno osservando alla lettera le restrizioni imposte dai decreti sull'emergenza Covid-19, vedere queste scene da far west cittadino fa male, scene che non sono solamente ridicole ma che possono demotivare la popolazione. Questi rom continuano a sentirsi al di sopra della legge, quasi che la loro etnia consentisse di fare cose che agli italiani invece non sono permesse. La corsa con i cavalli è stata una vera e propria provocazione alla quale bisogna reagire con forza. Sono certo che le forze dell'ordine agiranno come questi personaggi meritano, con durezza. Se lo avessero fatto dei ragazzi italiani non di etnia rom ci sarebbe stata una sollevazione generale da parte di tutti i partiti politici; immagino che cosa avrebbero detto dalla sinistra. Invece lo fanno i rom e nessuno dice una parola.
Proprio questo aspetto dà fastidio alla gente.
In molti da Sora mi hanno chiamato per esprimere il loro sdegno. E anche il timore che alla fine dei conti gli autori di un episodio così degradante la passino liscia.
Come al solito, vedi il caso della moschea a Frosinone, gli unici che ci mettono la faccia sono quelli di FdI.
Finora non ho visto nessuno, soprattutto a sinistra, che abbia preso una posizione dura in proposito».

Ruspandini interpreta bene il sentimento dei sorani, amareggiati e desiderosi di giustizia. Un fatto così vergognoso che, in una drammatica pandemia come questa, ha visto come scenario proprio le strade della loro città deserta, mentre responsabilmente erano in casa. Una cosa che nessuno in città riesce a digerire.

Il sindaco di Sora Roberto De Donatis ha subito preso le distanze dalla sconsiderata provocazione parlando di «un fenomeno dalle caratteristiche plateali che trasgredisce le norme e i divieti in vigore in questo periodo». «Le forze dell'ordine, che ringrazio - ha aggiunto il primo cittadino - hanno agito con immediatezza in maniera ossequiosa della legge.
Non deve passare il messaggio che la nostra sia una città nella quale la trasgressione è consentita. È assolutamente falso. La comunità sociale implica il rispetto delle legge, tutti noi ci stiamo impegnando con grande dignità. Un episodio che esula dal comportamento della maggior parte dei cittadini non può diventare un esempio negativo. Sono orgoglioso dei miei concittadini che si comportano bene, rispettando le regole».