«Un'adeguata e uniforme dotazione di infrastrutture digitali su tutto il territorio nazionale, soprattutto nelle aree più periferiche e interne del Paese, è un obiettivo non più rinviabile per garantire pari opportunità di sviluppo e innovazione nei Comuni. Ancora molto c'è da fare sia per recuperare i ritardi nell'attuazione del Piano nazionale della Banda Ultra Larga sia per l'eliminazione del digital divide che riguarda ancora tante zone del nostro territorio in cui rimane problematico anche fare una semplice telefonata».

L'Anci, con una lettera a firma del presidente Antonio Decaro, indirizzata a tutti i Comuni italiani vuole farsi parte attiva nel processo di superamento del digital divide avviando una rilevazione delle situazioni di maggiore disagio e criticità rispetto alla copertura di rete fissa e mobile per costruire una mappa pubblica da mettere a disposizione delle istituzioni nazionali e degli operatori delle telecomunicazioni perché si mettano in campo azioni mirate.

«Nel nostro Paese, soprattutto nei piccoli Comuni, esiste il problema delle aree bianche, quelle zone considerate a fallimento di mercato. Siamo di fatto in una fase di mezzo dove l'analogico viene abbandonato ma non abbiamo ancora il digitale», sottolinea il sindaco di Cerignale e coordinatore Anci dei piccoli Comuni, Massimo Castelli. «Si tratta di una questione urgente – aggiunge -. Lo Stato non può permettersi di abbandonare questi territori, non si può pensare che esistano territori a fallimento di servizi. I servizi vanno garantiti a tutti perché sono diritti costituzionali».