«Il sottoscritto già in campagna elettorale per la presidenza della Regione Lazio? Ma assolutamente no». Sorride Claudio Durigon, deputato della Lega e coordinatore del partito nella Capitale.
Poi si fa serio e aggiunge: «L'unica campagna elettorale che abbiamo già iniziato è quella per la carica di sindaco di Roma. È importante come centrodestra aggregare tutti e scegliere un candidato che, dopo aver vinto, inizi a governare Roma. Perché di questo si tratta».

Eppure il nome di Durigon circola insistentemente come candidato della coalizione alla presidenza della Regione Lazio. Lui ribadisce: «Alla Regione si vota nel 2023. Salvo clamorose sorprese, che però al momento non si possono ipotizzare».

E in provincia di Frosinone? Il senatore Massimo Ruspandini, leader di Fratelli d'Italia, è uscito allo scoperto, spiegando che il partito di Giorgia Meloni vuole diventare il primo in Ciociaria. Implicita l'idea del sorpasso proprio alla Lega. Una competizione che può far bene al centrodestra? Rileva Durigon: «Intanto sono contento che da Fratelli d'Italia possa arrivare una spinta ancora più forte al centrodestra. Noi della Lega siamo contenti di essere il primo partito, ma allo stesso tempo ci preoccupiamo anche di una ulteriore crescita della coalizione. Ad ogni livello: nazionale, regionale, provinciale e comunale. Dobbiamo essere tutti consapevoli che i nostri avversari politici sono fuori dal centrodestra».

Ma può esserci, ad ogni livello, un effetto "Emilia Romagna" che può far cambiare "verso" al vento che finora ha sospinto le vele della Lega? Argomenta l'onorevole Claudio Durigon: «Dobbiamo intanto analizzare i dati per come sono. Alle regionali dell'Emilia Romagna c'è stato un risultato epocale del centrodestra e, in particolare, della Lega. Insomma, siamo arrivati al 32%, quando alle regionali della volta scorsa avevamo il 19%. La presidenza dell'ultima roccaforte rossa è stata contendibile fino all'ultimo minuto: mi sembra obiettivamente un risultato eccezionale. Poi non commetterei l'errore di sovrapporre un dato regionale (per quanto importante) a quello che è il trend nazionale. Perché a livello nazionale il centrodestra continua a crescere e la Lega ancora di più. La sensazione netta è che sul voto di opinione facciamo il pieno. La vicenda della Gregoretti? Aspettiamo serenamente quello che succederà in aula al Senato. Però sul piano politico una cosa è evidente: Partito Democratico e Cinque Stelle vogliono mandare a processo Matteo Salvini nell'illusione (loro) di poterlo contrastare sul piano politico. Questo non succederà in ogni caso, perché tra i cittadini c'è già il convincimento che siccome non riescono a sconfiggere il Carroccio sul piano elettorale, ci provano con altri mezzi. Per loro sarà un boomerang».