«Da Bologna sono partiti messaggi molto chiari. Uno in particolare: passare dalla protesta alla proposta». Lo dice Massimo Ruspandini, senatore e leader provinciale di Fratelli d'Italia.
Spiega: «Giorgia Meloni ha voluto presentare a Bologna non una semplice contromanovra. Ma un'altra manovra, è diverso. Perché c'è poco da girarci intorno davvero: la finanziaria di questo Governo rappresenta un rischio per le famiglie italiane. Fra l'a ltro, con tutto quello che sta succedendo (penso al tema del Salva Stati ma pure alle vicende dell'Ilva e di Alitalia), mi pare evidente che il Governo sia in crisi sotto ogni punto di vista. Con una maggioranza lacerata e litigiosa.
Inoltre, particolare non di poco conto, Pd e Movimento Cinque Stelle sono minoranza nel Paese. Non mi riferisco soltanto ai sondaggi, ma pure ai risultati delle votazioni reali. Il centrodestra è maggioranza, con Lega e Fratelli d'Italia che avanzano. Certamente che il nostro sistema è quello di una Repubblica parlamentare, ma esiste pure un Paese reale che la pensa diversamente da quello formale».

Poi il senatore Massimo Ruspandini sposta l'attenzione sul piano locale. E argomenta: «Per quanto riguarda la convocazione del tavolo provinciale per la riunificazione del centrodestra, debbo dire che forse mai come in questo momento c'è un'unità di intenti del corpo elettorale. Sul versante degli equilibri della coalizione, per quanto mi riguarda (e credo di parlare a nome di una parte rilevante del centrodestra), dico che è fondamentale andare avanti con un piano programmatico e strategico diverso dal passato però. Nel senso che se diciamo che la stella polare è rappresentata dal territorio, poi dobbiamo declinare questo principio fino in fondo. In ogni Comune e in tutte le occasioni. Lasciando da parte quel manuale Cencelli che per troppo tempo ha caratterizzato le dinamiche provinciali. Pure nel centrodestra».

Aggiunge Ruspandini: «Inoltre penso che dobbiamo lavorare ad un'agenda che metta al primo posto le aspettative del territorio, non di chi opera sul territorio. Il ruolo dei parlamentari è importantissimo in questa fase: perchè dobbiamo anche essere capaci di sganciarci dalle dinamiche e dalle logiche dei partiti. Nel senso che non possiamo essere i "sindacalisti" di chi sta nelle sezioni del partito. Mettere al primo posto le esigenze del territorio vuol dire superare una visione che penalizza alla fine proprio il territorio. E torno al manuale Cencelli.
È evidente che ognuno di noi deve tutelare il proprio partito (ci mancherebbe altro), ma questo va fatto in un'ottica diversa, più alta, guardando davvero alle priorità del territorio.
Noi di Fratelli d'Italia proveremo a farlo. Ecco perché insisto sulla necessità di superare una volta per tutte il manuale Cencelli. A questo proposito faccio un esempio concreto: dico no alle primarie più o meno autorizzate. Dico no per rispetto di chi fa politica e dico no anche perché, tranne qualche eccezione, i risultati non sono stati positivi. Allora dico: troviamo un giusto compromesso. Perché per il sottoscritto l'esigenza inderogabile è quella di tornare al primato delle politica. Rispettando e valorizzando tutti, ma senza lasciarsi condizionare da rapporti di forza ed equilibri che alla fine penalizzano le esigenze del territorio. Soprattutto se esasperati».

Conclude Massimo Ruspandini: «Lo scatto che il centrodestra locale deve effettuare è questo».