Si chiama, con una formula alquanto ambiziosa, "Programma sperimentale mangiaplastica". Si tratta di un progetto finalizzato a contenere la produzione di rifiuti in plastica attraverso l'utilizzo di eco-compattatori. Si finanziano, in buona sostanza, i Comuni e gli esercizi commerciali della grande distribuzione che vorranno dotarsi di macchinette cosiddette mangia-plastica: cioè che raccolgono bottiglie di plastica e in cambio restituiscono un piccolo bonus.

Una buona idea, ma niente di innovativo o rivoluzionario, se si pensa che una soluzione identica già negli anni '90 del secolo scorso aveva dato ottimi frutti, ad esempio, nelle grandi città tedesche come Berlino, ma introdurre macchinette appunto mangiaplastica è sempre comunque utile all'ambiente, sia in termini di recupero di materiale plastico per l'economia circolare, sia per il rafforzamento di comportamenti virtuosi e a favore dell'ambiente da parte della cittadinanza. Raggiunto un certo volume di plastica consegnata al recupero, le macchinette rilasceranno un bonus da usare come incentivare la mobilità pulita.

Una bella idea che costa 27 milioni spalmati in un arco temporale di sei anni: 2 milioni per il 2019, 7 per il 2020, 7 per il 2021, 5 per il 2022, 4 per il 2023 e 2 per il 2024. Ma da dove arriva la copertura finanziaria per questo programma sperimentale? Le belle notizie finiscono qui, perché il Governo giallorosso ha pensato bene di andare a pescare i soldi necessari, mascherandolo dietro una dicitura tecnica e astrusa, dal fondo di cui all'articolo 1, comma 476 della legge 28 dicembre 2015 numero 208, ovvero quel fondo che serve per «i necessari interventi urgenti di messa in sicurezza e bonifica dei siti contaminati (tra cui la Valle del Sacco, ndr), per garantire la maggior tutela dell'ambiente e della salute pubblica».

«Il Governo - ha detto il senatore Massimo Ruspandini di Fratelli d'Italia in una conferenza stampa cui hanno preso parte anche Daniele Maura e Stefania Furtivo per finanziare il programma "Mangiaplastica" ha tagliato i fondi per la bonifica della Valle del Sacco. Tra gli emendamenti votati dal Governo abbiamo scoperto che per sostenere il progetto all'articolo 4-bis del disegno di legge di conversione del "Decreto clima" c'è il taglio di una parte dei soldi destinati alla bonifica della Valle del Sacco rientrante nel Sin. In Aula c'è stato il voto contrario di Fratelli d'Italia con un mio intervento. Mentre noi lottiamo per difendere la nostra terra, gli altri utilizzano parte dei fondi destinati alla bonifica della Valle del Sacco, già limitati, per accordare le politiche dell'Ue».

Nell'aula del Senato, in sede di discussione degli emendamenti, il senatore Ruspandini aveva rincarato la dose: «Si stanno sottraendo risorse al fondo destinato ai siti di interesse nazionale e credo che se togliamo risorse per la bonifica di questi siti poi non si può andare sui territori e predicare. Io lo trovo vergognoso, un'ipocrisia assoluta. Volete impacchettare rivolto ai banchi del Governo questo "Programma speciale mangiaplastica" con i soldi destinati alla bonifica di territori martoriati. È una vergogna».