La base elettorale del Senato passerebbe da regionale a circoscrizionale. È una delle novità contenute nelle proposte sulle riforme costituzionali sulle quali la maggioranza giallorossa ha trovato un accordo. Riforme che dovranno accompagnare il taglio di 345 parlamentari. Una novità che, se approvata, è destinata a cambiare molto i meccanismi di elezione dei senatori.

Un tema, quello del taglio dei parlamentari, che sta passando in secondo piano nel dibattito politico, ma che invece è fondamentale. Specialmente perchè la rappresentanza dei territori è destinata ad essere ridimensionata. Basta ricordare alcuni numeri. Nel collegio Lazio 2 i deputati da eleggere passeranno da 20 a 12. E nell'intera regione i senatori non saranno più 28, ma 18.

Le modifiche contenute in una proposta di legge denominata Rosatellum tre stabiliscono che i collegi uninominali maggioritari scenderebbero dagli attuali 348 a 221. Cioè 127 in meno. Ma il punto nodale è un altro. Diminuendo i collegi, l'estensione geografica degli stessi (sia uninominali che plurinominali) sarà destinata ad aumentare. E spetterà al Governo disegnare i nuovi collegi attraverso un decreto legislativo. Per ogni deputato il numero degli abitanti passerà da 96.006 a 151.210. Mentre, per ogni senatore da 188.424 a 302.420. A stupire però è il silenzio assordante dei territori su un tema così delicato.