«Questa non è la piazza di Matteo, Giorgia e Silvio, ma di tutti. È la piazza dell'Italia che spera». Così Matteo Salvini ieri a piazza San Giovanni a Roma. Dove il centrodestra si è ritrovato unito anche sul palco. Con il Capitano del Carroccio pure Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, leader di Fratelli d'Italia e Forza Italia. In piazza pure gli esponenti di Cambiamo. È stata la Meloni a sottolineare il dato politico, quando ha detto: «Tricolori dove c'erano bandiere rosse». Perché quella è stata la piazza delle adunate oceaniche del Pci. E se è vero che già in passato il centrodestra di Berlusconi l'aveva "occupata" pacificamente, adesso però il senso della sfida politica al Pd e ai Cinque Stelle è totale. «Mai col Pd, mai coi 5 Stelle».

E la Meloni ad arringare: «Gridiamo ai signori asserragliati nel palazzo che la sovranità appartiene al popolo. Questa era la piazza delle bandiere rosse, ora sventolano le bandiere tricolori. Compagni, siete stati sconfitti dalla storia. Ma sconfitti sono anche i Cinque Stelle». Silvio Berlusconi ha affermato: «Le misure contro l'evasione fiscale sono una minaccia alla nostra libertà. Siamo qui per dire no al governo più a sinistra della storia d'Italia, delle tasse, dell'immigrazione». Enorme la partecipazione dalla provincia di Frosinone. In centinaia della Lega, con la rappresentanza parlamentare al gran completo. E con Domenico Fagiolo a guidare la delegazione di Frosinone, insieme anche a Sara Bruni e Maria Rosaria Rotondi. Ha detto Domenico Fagiolo: «Il colpo d'occhio di questa piazza dice che siamo maggioranza nel Paese. E prima o poi a votare si andrà».

Sul palco con Salvini i Governatori e i sindaci della Lega, tra i quali anche Nicola Ottaviani (Frosinone). C'era il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia). Ha spiegato: «Noi portiamo avanti delle battaglie precise: l'elezione diretta del presidente della Repubblica, l'abolizione dei senatori a vita, il tetto alle tasse in Costituzione, la supremazia dell'ordinamento italiano su quello europeo». In piazza pure la delegazione di Cambiamo, con Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli e Danilo Magliocchetti. Gianluca Quadrini, vicecoordinatore regionale di Forza Italia, ha sottolineato: «Uniti siamo la maggioranza naturale del Paese, cambieremo tutta l'Italia da Nord a Sud e siamo qui per mandare a casa il governo delle tasse e delle manette». In provincia di Frosinone, però, il centrodestra non si riunisce da tempo e le frizioni non mancano. Tra Forza Italia e Cambiamo per esempio. Ma pure tra gli "azzurri" e Fratelli d'Italia. Lo scontro in consiglio provinciale è all'ordine del giorno. L'unità in piazza è importante, ma va declinata sul territorio.