Ma che succede se alla prossima Leopolda Matteo Renzi dovesse annunciare il via libera ad un suo gruppo parlamentare alla Camera (guidato da Maria Elena Boschi)? Lo scenario c'è e in tanti guardano al prossimo appuntamento di Firenze, in programma dal 18 al 20 ottobre, con una fortissima attenzione. Per due motivi soprattutto. Intanto perché Renzi non ha mai smentito ufficialmente una simile ipotesi. E poi perché lo stesso segretario Nicola Zingaretti non si sbilancia. Ovviamente le indiscrezioni fioccano. Secondo alcuni il Pd avrebbe offerto a Renzi la presidenza del partito. Opzione che però certo non galvanizza chi è stato segretario per due volte. Inoltre da mesi si parla del nuovo partito di Renzi, centrista, cattolico, moderato.

In questa fase però non mancano le preoccupazioni: del premier Giuseppe Conte, dei Cinque Stelle, dello stesso Zingaretti. Specialmente in un'ottica di tenuta del Governo. Perché per i big pentastellati sarebbe complicatissimo spiegare alla base che in realtà il futuro del Governo è nelle mani del partito di Matteo Renzi. L'avversario storico di questi ultimi anni. Mentre i Dem di Zingaretti sono più rassicuranti per i Cinque Stelle. A cominciare da Beppe Grillo. Alle mosse di Matteo Renzi guardano anche dalla provincia di Frosinone. Sarà interessante verificare chi andrà alla Leopolda del decennale. Sicuramente Antonio Pompeo, presidente della Provincia, dell'Upi Lazio e sindaco di Ferentino. Proprio la crisi politica di agosto ha dimostrato che, oltre al fattore imprevedibilità, c'è quello dellavelocitàcon laqualeormaici si muove.

Nel giro di poche ore si consumano ribaltoni e contro-ribaltoni. Il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti ha tenuto unito il partito in una fase complicatissima. Adesso ha l'esigenza di avere il tempo per poter provare a trasformare l'accordo di governo con i Cinque Stelle in un'alleanza politica sui territori. In vista soprattutto delle prossime regionali. Il 27 ottobre si vota in Umbria, poi sarà la volta di Calabria ed Emilia Romagna. Tra la fine del 2019 e gennaio 2020. La posta in palio è altissima, perché il centrodestra a trazione Lega proverà la spallata al Governo. Zingaretti sa che se Pd e Cinque Stelle non diventano maggioranza nel Paese, l'operazione del Conte bis continuerà ad essere percepita come unamanovradi Palazzo.

Ecco perché una scissione di Renzi non lo aiuterebbe in questa fase. Intanto però è apertissima la partita dei viceministri e sottosegretari. Per il ministero dello sviluppo economico (strategico), in pole c'è l'assessore regionale Gian Paolo Manzella, fedelissimo di Nicola Zingaretti. Forse addirittura per il ruolo di viceministro. Ma i Dem indicheranno anche il sottosegretario. Questo perché il ministro dello sviluppo economico è il grillino Stefano Patuanelli. Secondo affaritaliani.it per il ruolo di sottosegretario sono in corsa il senatore Bruno Astorre (segretario regionale del Pd) e Fabio Melilli. Anche Lorenza Bonaccorsi, assessore regionale, è in piena corsa per un incarico importante. Non necessariamente quello di sottosegretario però.

C'è chi è pronto a scommettere che possa seguire il commissario europeo Paolo Gentiloni a Bruxelles. Per quanto riguarda la provincia di Frosinone, il congresso del Pd dovrebbe tenersi entro novembre. Non è un mistero che per la segreteria il nome forte è quello di Luca Fantini, leader dei Giovani Democratici del Lazio, fedelissimo di Nicola Zingaretti. Su di lui c'è già il via libera del leader di Pensare Democratico Francesco De Angelis e del presidente del consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini.