Dal gialloverde al giallorosso. Dal contratto di governo Lega-Movimento Cinque Stelle ai punti da sottoscrivere nel quadro di un'intesa Pd-Movimento Cinque Stelle. L'ipotesi di una nuova maggioranza c'è. L'alternativa è il voto.

La crisi di governo, innescata da Matteo Salvini, cambia lo scenario della politica italiana con ricadute, inevitabili, anche sul territorio. Dopo le dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avviato le consultazioni. Oggi in programma c'è il confronto con i gruppi parlamentari principali. I bivi sono definiti, ma in questo agosto bollente della politica italiana non è possibile escludere nulla.

Ieri, proprio in merito ai possibili scenari, si è svolta la direzione nazionale del Partito Democratico. Sono cinque i punti indicati da Nicola Zingaretti nella relazione per trattare sulla nascita di un nuovo governo. In sintesi: impegno e appartenenza leale all'Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa; nuovo modello di sviluppo; svolta profonda nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità e sicurezza; svolta delle ricette economiche e sociali. Votazione compatta: il segretario del Partito Democratico ha proposto alla direzione un ordine del giorno approvato per acclamazione all'unanimità.

«Zingaretti ha ricevuto un mandato forte e di assoluta coesione dalla comunità del Pd -ha affermato Mauro Buschini, esponente della direzione nazionale- Non accordicchi per tirare a campare, ma un mandato accordato all'unanimità al segretario per verificare con il presidente Sergio Mattarella eventuali condizioni per un governo di legislatura con, al centro, lo sviluppo e la lotta alle disuguaglianze sociali. Un Pd forte e unito può essere protagonista di una nuova stagione di netta discontinuità, nei contenuti e nel merito, rispetto alla fallimentare esperienza di governo appena conclusa. Altrimenti, come ha ribadito il segretario, la strada maestra è il voto». Quest'ultima ipotesi, verosimilmente nel periodo autunnale, comporterebbe i partiti ad adoperare delle scelte. In primis nella scelta dei candidati. Mauro Buschini sarebbe della partita? L'esponente della direzione nazionale e presidente del Consiglio regionale smentisce una sua possibile candidatura per il parlamento in caso di elezioni anticipate.

Dal fronte Movimento Cinque Stelle il deputato Enrica Segneri fa il punto della situazione. «Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a cui rinnovo tutta la mia stima e fiducia, ha rimesso il mandato nelle mani di Mattarella. Si chiude così un importante capitolo della politica italiana, quello di un governo che, nel bene e nel male, ha segnato un passo di cambiamento reale, che i cittadini non vedevano da troppi anni. Ci sono stati tanti errori, è vero, ma anche molte cose buone che per onestà intellettuale mi sento di voler riconoscere, anche solo per l'impegno abbiamo messo in questo progetto. Adesso si volta pagina. Noi siamo pronti».