«Le parole del presidente Giovanni Turriziani meritano attenzione e vanno "utilizzate" per la crescita del nostro territorio».
Mauro Buschini, già capogruppo del Pd alla Pisana ed eletto tre mesi fa alla presidenza del consiglio regionale (il più giovane della storia nel Lazio), legge con attenzione l'intervista del presidente di Unindustria Giovanni Turriziani a Ciociaria Oggi. Si sofferma, in particolare, sull'allarme rosso che il numero uno degli industriali ha voluto lanciare sull'economia della Ciociaria. Invitando a difendere il settore chimico-farmaceutico e a rilanciare l'automotive.

I riflettori sono accesi anche sul futuro dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano. Mauro Buschini va dritto al punto e spiega: «La manovra economica del governo formato da Lega e Cinque Stelle ha introdotto due misure che hanno messo leganasce a buona parte del sistema produttivo di Frosinone e provincia: il taglio dell'iperammortamento e l'ecotassa.
Lo diciamo da mesi e abbiamo urlato e messo in guardia il Governo e i parlamentari della maggioranza che stavano sbagliando».

Il presidente di Unindustria dice però di non aver visto la politica fare le barricate per fermare queste scelte.
«In questi mesi abbiamo usato gli strumenti "civili", evitando la demagogia tipica di certi politicanti, per fermare in modo costruttivo determinate misure. E soprattutto abbiamo chiestodi intervenire con urgenzaalla luce dei numeri negativi, che sono la conseguenza delle scelte economiche del Governo Conte».

Presidente Buschini, facciamo degli esempi concreti.
«Mi viene da pensare (mi si passi l'ironia) che al Ministero dello Sviluppo guidato da Luigi Di Maio non aprono certe lettere né le mail, sono sordi a tutto. E non solo alle richieste della Ciociaria ma anche alle associazioni di categoria e agli industriali. Noi abbiamo chiesto un tavolo su Piedimonte San Germano, i sindaci del distretto hanno scritto lettere, abbiamo per la prima volta strutturato un tavolo permanente con organizzazioni sindacali, Regione e Consulta dei sindaci per la crisi dell'in dotto e le preoccupazioni della cassa integrazione. Ma non sono mai arrivate risposte dal Ministero. Su nulla».

Il presidente di Unindustria Frosinone parla anche di export in crisi.
«Ha perfettamente ragione, d'altronde i numeri parlano chiaro. I dati ufficiali dicono questo: vendita parti di auto -8,7%, vendita degli accessori -7,5%. A marzo 2019, per fare un esempio, l'export (pari a 2 miliardi di euro) è diminuito del 5,4%, tenendo conto che esportiamo auto soprattutto negli Stati Uniti (17%) e poi in Francia e Germania».

E tutto questo secondo lei da cosa dipende? 
«A mio avviso da quattro elementi: dalla contrazione delle vendite di auto in Europa; dall'incertezza economica che da un anno ormai vivono le famiglie italiane a causa degli "strappi" assurdi e inconcepibili di questo Governo; dall'introduzione improvvisa dell'ecotassa; dal taglio degli incentivi per le imprese, l'iperammortamento, Industria 4.0».

Soffermiamoci sull'ecotassa nel dettaglio. Non condivide il taglio delle emissioni inquinanti e il sostegno all'ibrido? «Facciamo ancora una volta riferimento ai numeri. La produzione, e qui penso a Fca e agli stabilimenti italiani (in primis a Piedimonte San Germano), nel nostro Paese nel 2019 è crollata quasi del 13% rispetto allo stesso periodo del 2018. A luglio scorso la riduzione è stata del 19,37%. Ripeto, sono otto mesi di rosso. Una crisi che incide sue due elementi fondamentali: la vendita delle cosiddette parti e accessori e quindi sull'export».

Però se la crisi riguarda tutta l'Europa...
«Guardi, io sto ai fatti. Il Piano industriale Fca prevede la valorizzazione di Piedimonte con produzioni di fascia cosiddetta premium. Pochi giorni fa il capo del gruppo, Mike Manley, ha ribadito che Fca punterà su Maserati e sappiamo che sarà prodotto anche un modello di alta fascia. Seguiamo con attenzione, è una priorità. Il tema è la cassa integrazione per lo stabilimento e soprattutto la crisi dell'indotto. Il Governo nazionale è il primo responsabile. Se vendiamo meno auto, cala la produzione delle componenti, delle batterie e incide anche sull'occupazione nelle concessionarie che fatturano molto meno».

Perché però l'ecotassa è sbagliata se punta a ridurre l'inquinamento?
«Introdurre in Italia, dove il sistema automotive e le reti elettriche per l'ibrido erano e sono carenti, è semplicemente assurdo e fuori dal mondo.È pazzesco e inconcepibile farlo così, senza una gradualità, senza un progetto di medio periodo che doveva prima concentrarsi sulle reti, e quindi chiedere all'impresa dell'auto di accelerare sull'elettrico. È ovvio che tutti vogliamo una qualità dell'aria migliore e che si deve andare inquesta direzione. Così come per serietà dovremmo fare un'analisi di sistema perché sappiamo, da studi scientifici autorevoli, che inquinano le auto ma anche e tanto le emissioni delle caldaie. La Regione Lazio, con il presidente Nicola Zingaretti, ha messo in campo con il Ministero dell'Ambiente di questo governo un progetto importante per la riduzione dell'inquinamento prodotto dalle auto. Ma il tema vero è un altro, è quello delle politiche industriali».

Presidente Buschini, può essere più chiaro?
«Si dice, come fa Matteo Salvini, "prima gli italiani". Ma l'ecotassa è stato ed è un regalo enorme alle industrie di auto straniere. Pensiamo alle auto di produzione orientale, che hanno sul mercato vetture ibride o totalmente elettriche.
È un regalo a loro, che infatti hanno aumentato le vendite in Italia, mentre Fca è andata giù. Basta vedere il mese di luglio, che si è appena concluso: rispetto a luglio 2018, il mercato Fca in Italia è passato dal 27,6 al 22,26%. Nei primi 7 mesi del 2019 è sceso del 12,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Che altro aggiungere?».

Per esempio cosa può fare la Regione Lazio.
«Piedimonte, l'occupazione e l'indotto sono una priorità e hanno la massima attenzione, così come il sistema farmaceutico.
Sono motori fondamentali per il Lazio, non solo per Frosinone. La Regione ha uno strumento importante, come la legge 46, che prima dell'arrivo di Zingaretti era finanziata per 50.000 euro e che noi abbiamo portatoa circa 9 milioni. Interventi sulla rete stradale (la situazione era drammatica) per i trasporti di Fca e sull'innovazione. Mi impegnerò per alimentare con nuove risorse la legge 46, che è importante anche per l'indotto. Perché dietro ai numeri ci sono famiglie, la serenità di migliaia di persone, la vita reale, la dignità del lavoro. Dobbiamo rompere l'indifferenza del Governo Conte».