Il superticket è stato introdotto nel 2011. Si tratta di un importo da pagare in aggiunta al normale ticket sanitario e riguarda i cittadini che richiedono particolari prestazioni sanitarie specialistiche o di diagnostica. Nella sostanza si tratta di un "surplus" di dieci euro che le Regioni possono applicare su alcune tipologie di visite e ricette e, a differenza del normale ticket, non è sempre obbligatorio ma si tratta di un importo che viene addebitato sulla base di quanto stabilito nelle diverse Regioni.

Per il Lazio, ieri, è arrivata la notizia dell'abolizione dopo l'accordo stipulato dall'assessore alle sanità e all'integrazione sociosanitaria Alessio D'Amato e il vicepresidente regionale Daniele Leodori con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.

«Il taglio del superticket nazionale da parte della Regione, una tassa per 400.000 cittadini del Lazio di cui circa 38.000 a Frosinone e provincia, conferma l'attenzione verso alcune fasce di cittadini che vivono condizioni di fragilità -afferma Mauro Buschini, consigliere regionale del Pd- Con questa misura, grazie ai fondi nazionali e all'opera di risanamento portata avanti dal 2013 dalla Regione, gli over 60 con reddito familiare inferiore a circa 36.000 euro, i minori ospitati in strutture residenziali socio assistenziali, le donne vittime di violenza e figli minori a carico accolti in strutture residenziali, i minori in affidamento familiare e i cittadini indigenti irregolarmente presenti sul territorio che non sono iscritti al Servizio sanitario nazionale non pagheranno la gabella del superticket che venne introdotta dal governo nazionale».

Sulla stessa lunghezza d'onda Sara Battisti, consigliere regionale dem. «L'abolizione dei dieci euro di ticket sulle ricette sanitarie è un provvedimento importante ha affermato e volto a tutelare gli over 60 e tutte le categorie più svantaggiate. Un'ulteriore dimostrazione di come la nostra Regione, nel corso degli ultimi anni, si stia impegnando a favore e a sostegno del sociale».