Il Tar del Lazio, sezione di Latina, ha accolto l'istanza cautelare urgente richiesta dalla Tecno.Gea srl e ha disposto la sospensione dell'ordinanza contingibile del sindaco di Patrica con cui mercoledì scorso ha disposto la chiusura dell'impianto di trattamento dei rifiuti in via Morolense.

«Il Tar del Lazio - evidenzia l'avvocato Aldo Ceci, difensore della Tecno.Gea srl - ha accolto l'istanza motivando la sospensione del provvedimento del sindaco del comune di Patrica, poiché non appare di immediata evidenza il paventato pericolo di inquinamento ambientale che risulta fondato soltanto su una generica molestia olfattiva. In forza del provvedimento giudiziale l'impianto riprenderà il proprio regolare funzionamento, tanto più che come prontamente rappresentato anche dalla Regione, tutte le attività ispettive condotte sulla piattaforma hanno evidenziato il rispetto di ogni previsione di legge e che tutti i presidi ambientali sono in efficienza.

Anche il pozzetto incriminato in questi giorni è stato oggetti di controllo e valutazioni da parte della società concessionaria del Consorzio Asi che ha definitivamente rilevato che lo scarico dei reflui avviene nel collettore fognante in maniera del tutto corretta e perfettamente a norma». Dalla Tecno.Gea attendono fiduciosi gli sviluppi giudiziari della vicenda e la discussione che si terrà a settembre al Tar.

«L'operato del sindaco e le successive all'ordinanza, a questo punto già palesemente smentite dai fatti, hanno prodotto ingenti danni all'azienda che ci riserviamo di far valere in ogni sede. Il fermo illegittimo dell'impianto della Tecno.Gea non ha comunque prodotto alcun risultato utile se non quello di far comprendere che i cattivi odori presenti nella zona non sono imputabili all'attività penalizzata dall'ordinanza negli ultimi giorni. Infatti, durante il fermo dell'impianto molti cittadini, che in buona fede avevano condiviso l'operato del sindaco, hanno nuovamente avvertito problemi di maleodoranze sul territorio, a definitiva dimostrazione che la criticità avvertita nel territorio non è imputabile all'attività della Tecno.Gea.

«Ci costituiamo in giudizio - ha ribadito invece il sindaco Lucio Fiordalisio - E mi riservo di approfondire, attraverso il nostro difensore Barbara Cupini, le due note a supporto dell'istanza della Tecno.Gea. Note a firma della Regione Lazio e di AeA». Il primo cittadino è pronto a continuare la sua battaglia ambientale