«Dalla campagna elettorale alla realtà è un attimo. Ci avevano raccontato la "bella storia" della pista ciclabile che avrebbe collegato la stazione all'università. Peccato che il sindaco abbia espresso la volontà di mantenere il doppio senso di marcia su via Sant'Angelo, al fine di andare incontro alle attività commerciali presenti (2!)». Danilo Picano, ex consigliere comunale dell'amministrazione Petrarcone il sindaco che nel 2014 con apposita ordinanza istituì il senso unico su via Sant'Angelo si scaglia contro l'attuale sindaco Enzo Salera, che faceva parte della giunta Petrarcone e che, come ricorda Picano sui social, l'anno scorso criticava D'Alessandro per la decisione di riaprire il doppio senso.

Ed ora cosa succede? Il Ministero dei Trasporti, accogliendo il ricorso di un cittadino, ha annullato l'ordinanza emanata nel 2018, andrebbe quindi ripristinato il senso unico del 2014. Ma la sentenza del Ministero è arrivata quando in Comune si è insediato il nuovo sindaco Salera. Spetterebbe a lui fare ricorso. D'Alessandro da par suo ha fatto sapere che, se al timone ci fosse ancora lui, lo avrebbe già fatto. Salera ancora non lo ha fatto ma, interpellato sul tema nei giorni scorsi, ha lasciato intendere che l'ipotesi di opporsi non è poi così remota.

Tanto basta a Picano per tuonare ancora: «Speriamo che i consiglieri di maggioranza erano al corrente della decisione del sindaco, come alcuni dell'opposizione». Salera, interpellato a replicare alle critiche del consigliere, intende evitare polemiche e non risponde a Picano. Però precisa: «Ci tengo a sottolineare che nulla ancora è stato deciso. Stiamo facendo una serie di valutazione tecniche. I sindaci della Valle dei Santi sarebbero favorevoli al doppio senso: insieme valuteremo e decideremo cosa fare».
E c'è anche un altro nodo da sciogliere, per una eventuale opposizione: il provvedimento del Ministero recita che la decisione si può impugnare al Tar della Campania, ma in realtà il Tribunale competente dovrebbe essere quello del Lazio. Il rettore dell'Unicas Giovanni Betta si smarca dalle polemiche politiche e si limita a dire: «A noi come ateneo interessa solo che ci sia la sicurezza  per gli studenti e per chi deve raggiungere il Campus. Ad oggi, con il marciapiede realizzato, possiamo dire che non c'è un rischio di insicurezza, ma è chiaro che poi la decisione finale spetta alla politica».