Il senatore Massimo Ruspandini interroga il ministro dell'Ambiente Sergio Costa sulla mancata bonifica della discarica di Frosinone. Il parlamentare di FdI ricorda che per la discarica di via Le Lame «già nel 2014, facendo seguito alle indagini svolte dalla polizia giudiziaria, in conseguenza delle analisi svolte dall'Arpa Lazio e agli approfonditi tecnici svolti da consulenti nominati dalla procura della Repubblica, veniva disposto il sequestro preventivo dell'intera area».

In quattro finivano sotto inchiesta. Un'inchiesta, ripercorre ancora Ruspandini, «incentrata, sulla mancata bonifica dell'area, con la conseguente penetrazione nel terreno del percolato che è giunto fino ad inquinare le falde acquifere sottostanti». Il senatore Ruspandini, nel ricordare il processo attualmente in corso davanti al tribunale di Frosinone, punta l'indice sulla mancata «attuazione di interventi di messa in sicurezza» e sull'«omessa attivazione delle indispensabili operazioni di bonifica», ragion per cui «è stato consentito e comunque non impedito che il percolato della discarica raggiungesse la falda acquifera sottostante inquinandola con l'apporto di minerali pesanti (in particolare alluminio, ferro, manganese, bario, nichel e piombo) in quantità notevolmente superiori ai valori» limite per le acque sotterranee, «così determinando l'avvelenamento delle acque, potenzialmente destinabili al consumo umano».

Ruspandini fa cenno pure all'ordinanza del comune di Frosinone con la quale veniva «interdetto il prelievo e l'uso delle acque sotterranee». E ancora il senatore aggiunge: che «lo stato dei luoghi ancora oggi risulta essere fortemente compromesso, nonostante ciò ad oggi i rifiuti non sono mai stati rimossi e il percolato continua ad inquinare il sottosuolo». Detto ciò, Ruspandini, «visto che ad oggi ancora nulla è stato fatto per risanare il luogo in oggetto», chiede «quali siano le procedure attivate per la bonifica dell'area, tenendo conto che in data aprile 2017 quindi ormai due anni fa si è tenuta la prima conferenza di servizi istruttoria per il Sin bacino del fiume Sacco, al fine di supportare i soggetti interessati (Comune di Frosinone) nell'ambito della procedura di bonifica, e quali iniziative di competenza si intendano adottare per fronteggiare l'emergenza ambientale e sanitaria determinate dalle 625 mila tonnellate di rifiuti ancora presenti in quel territorio».