Sicurezza, immigrazione, lavoro, ma soprattutto elezioni europee. E tante foto e selfie con quello che è il "suo" popolo.
Matteo Salvini arriva a Veroli alle 18.28, accolto da una piazza "cal dissima" nonostante la pioggia incessante e il barometro che segna 8 gradi a metà maggio. E con la felpa "Veroli". Vicepremier, ministro dell'Interno e leader della Lega: tre ruoli impegnativi, che il Capitano però ricopre senza scomporsi. Ma è evidente che in questo momento è il clima della campagna elettorale quello che conta di più. Perché il 26 maggio le europee saranno un referendum sulla Lega e su di lui. E poi ci sono le comunali, importanti per un partito come il Carroccio. Anche a Veroli, unica tappa del suo "tour" in Ciociaria. In piazza ci sono anziani e giovani, gente normale, famiglie. Non soltanto di Veroli. Di questi tempi non è affatto scontata un'affluenza del genere per un comizio. Cappellini, palloncini e sciarpe fanno da coreografia all'appuntamento elettorale.

Eloquenti le scritte: "Prima gli italiani","Io sto con Salvini". Sul palco l'intero stato maggiore locale della Lega: emozionato il "padrone di casa", senatore Gianfranco Rufa. Grintoso il deputato Francesco Zicchieri, coordinatore regionale del Carroccio.
C'è l'onorevole Francesca Gerardi. Oltre al sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che per la prima volta parla in piazza come esponente del Carroccio. Presente altresì Maria Veronica Rossi, candidata alle europee. Ad ascoltare Salvini c'è pure il presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli, di casa a Veroli. La colonna sonora è il Nessun Dorma.
Con la celebre All'Alba Vincerò.

Matteo Salvini va dritto al punto: «Mi scuso per il ritardo, ma sono stato trattenuto al Ministero, dove ho firmato l'ennesima diffida alle Ong. Per ribadire il concetto che in Italia entra soltanto chiha il permesso». Poi prosegue: «Presto le forze dell'ordine avranno la pistola elettronica contro i delinquenti. Quindi, sto lavorando al Decreto Sicurezza 2. Tra poco, mentre io sarò a Campobasso, voi starete vedendo Lazio-Atalanta, partita per la quale sono impegnati 20.000 agenti delle forze dell'ordine. Ribadisco " Noi portiamo soltanto i risultati: sono diminuiti gli sbarchi ma anche i reati Matteo Salvini oggi che dal prossimo anno i costi di questi servizi saranno a carico delle società di calcio e non dello Stato».

Il ministro dell'Interno non si ferma e nota: «Ho accolto con soddisfazione la notizia della richiesta di archiviazione per un commerciante che ha sparato per legittima difesa». Poi parla di Quota 100 e della «possibilità che abbiamo dato a 200.000 persone di andare in pensione, liberandosi dalla gabbia della legge Fornero». In diversi alzano la mano tra il pubblico.
Salvini interagisce immediatamente, soprattutto con uno: «Lei si chiama Pierino? Bene ragazzi, stasera Pierino offre un caffè a tutti per festeggiare la pensione». Quindi, altro cambio di scenario: «Abbiamo tutti contro, adesso mi attaccano sullo spread, anche quello del Portogallo. Nelle ultime 24 ore mi hanno criticato Luigi DiMaio, Silvio Berlusconi e Nicola Zingaretti: vuol dire che stiamo facendo bene, che diamo fastidio a tutti».

Rapida l'accelerazione, perfino verbale: «Adesso ribaltiamo questa Europa, mettiamo al centro gli italiani. Se mi sento capo del "blocco sovranista"? No, mi sento protagonista. Però una cosa voglio dirla: l'Italia è sempre stata ultima, adesso invece la situazione è ribaltata. E sabato prossimo a Milano sul palco della Lega ci saranno le delegazioni di 12 partiti stranieri. Poi "libereremo" anche la Regione Lazio». Evidente l'attacco al segretario nazionale del Pd e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Prosegue Matteo Salvini: «In Italia ci saranno più telecamere per la sicurezza. E per quello che mi riguarda, per gli spacciatori di droga deve esserci soltanto la galera». Ovazione dal pubblico.

Il numero uno della Lega ringrazia: «Il colpo d'occhio di questa piazza dice che qui c'è passione, altrimenti non si sta sotto l'acqua per ore, con una temperatura di otto gradi. Noi portiamo i risultati. E i numeri, che sono questi: gli sbarchi sono diminuiti del 90%, i reati del 15%. Penso alle rapine ( 20%), ai furti ( 15%), agli omicidi ( 12%), alle violenze sessuali ( 32%).
Per quello che mi riguarda le cose sono semplici: prima gli italiani e poi il resto del mondo. Il 26 maggio c'è un appuntamento elettorale fondamentale:cambiare l'Europa è un dovere, oltre e più che un diritto. Perché dobbiamo dire basta ad un futuro a tempo determinato.

Anche sul tema del l'immigrazione il concetto è semplice: se una persona vuole integrarsi, allora deve rispettare le regole del Paese che lo ospita. Io mi batterò sempre perché in Italia vengano rispettati i nostri modi di vivere, di mangiare, di pregare. A chi non piace il crocifisso o il presepe, non posso che rispondere di tornare a casa sua. Così come non posso accettare che ci sia chi ritiene la donna inferiore all'uomo. O magari voglia imporre il burqa. Non scherziamo: nel mio Paese le donne devono potersi vestire come vogliono. Punto e basta. Il 26 maggio bisogna andare a votare e svegliare chi vuole restare a casa. Perché l'Europa decide su tutto: sui conti correnti, sull'olio di oliva, sull'agricoltura, sulle spiagge, su tutto».

Infine l'affondo: «Sono indagato per sequestro di persona per aver bloccato un barcone per quattro giorni. Beh, li bloccherò sempre». Quindi il saluto: «Io conto su di voi, voi contate su di me». Poi il colpo di teatro: «Per farmi perdonare il ritardo, sono a disposizione per chi vuol fare una foto con me. Salite sul palco passando dalla mia destra. Perché è sempre meglio passare da destra». Le note di Un Mondo Migliore di Vasco Rossi chiudono l'appuntamento. In molti cantano: «Sai, essere libero, costa soltanto, qualche rimpianto». Prima dell'intervento di Salvini il senatore Gianfranco Rufa, i deputati Francesco Zicchierie Francesca Gerardiavevano sottolineato anche l'importanza delle elezioni comunali di Veroli. Come il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani.

Tutti uniti nel lanciare la volata al candidato sindaco Marco Bussagli e alla coalizione di centrodestra. Al termine del comizio, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha parlato con il ministro dell'Interno Matteo Salvini del decreto Salva-Roma. Rappresentandogli la necessità di andare avanti lungo la strada dell'equipollenza di trattamento tra la Capitale e i 680 Comuni più piccoli che attualmente sono sottoposti a procedure di ripianamento finanziario (come il Comune di Frosinone) o a procedure di dissesto. Per Ottaviani il nodo, oltre alla risorse, è quello delle modifiche legislative. Matteo Salvini ha risposto che il tema sarà affrontato.