Anno 2019 fuga da Forza Italia. Alla vigilia delle europee, il partito azzurro ha perso in città tutti i suoi punti di riferimento, tra chi ha fatto scelte politiche diverse, chi si è allontanato e chi ha smesso con l'impegno attivo. Dapprima, è stato il coordinatore Francesco Ciavardini a salutare tutti passando alla Lega; in seguito, le linee più giovani (Giuseppe Pizzuti, Giorgio Bartoli, Danilo Bastone) hanno preso direzioni diverse. Poi, è stata la volta (rumorosa) di Antonello Iannarilli e Maria Teresa Graziani, con il primo leader incontrastato del partito dal 1994.
Il segno che Fi si era liquefatta in città, tra il silenzio generale degli altri "colonnelli", ossia ex sindaci, ex assessori, ex consiglieri comunali, ex candidati. Insomma, ex. In tanti sensi.

Come ad esempio Costantino Magliocca, già primo cittadino dal 2006 al 2011, tornato alla sua attività professionale di medico ginecologo. Il dottor Giulio Rossi, già vicesindaco e assessore alla cultura, si è dedicato da qualche tempo allo studio della civiltà megalitica. Si sono perse le tracce, inoltre, dell'ex capogruppo consiliare azzurro, Giorgio Pongelli, avvocato, come di Mario D'Onorio e di Giovanni Melone, due che – quando si candidavano – andavano sempre in tripla cifra di voti. Più preso dal suo mondo artistico Roberto Rossi, poche notizie – ma non di carattere politico – si hanno di Franco De Santis e Leandro Lisi, mentre dal radar è uscita anche Sara Giansanti, che pure aveva raccolto molti consensi e fu eletta alla Provincia. Più attivo, resta l'ex assessore allo sport Gianni Padovani, che potrebbe seguire lo stesso Iannarilli nella sua nuova esperienza in FdI, pure se non c'è nulla di confermato per ora. La "tenuta" del partito verrà vagliata alle elezioni europee che si terranno tra tre settimane: ci sarà, parzialmente, un voto di opinione, ma senza referenti chiari e visibili sul territorio, sarà difficile ripetere certi risultati eclatanti ottenuti nel recente passato, che sembra però lontano anni luce. Vedremo cosa diranno le urne.