Il sasso lo ha lanciato il Pd, la risposta, velenosa, è arrivata dall'assessore ai lavori pubblici Fabio Tagliaferri. La costruenda moschea di Frosinone continua ad infiammare il dibattito politico e fioccano polemiche a non finire.

«Il Direttivo del Circolo Pd di Frosinone, riunitosi il 2 maggio - si legge in una nota - considera irrinunciabile una politica inclusiva, aperta, tollerante, nel riaffermare i principi della Costituzione Italiana. Denuncia le manifestazioni di razzismo e di populismo che sono state recentemente espresse da rappresentanze istituzionali del territorio, che inducono con le loro minacce all'odio e le loro bugie alla discriminazione etnica e religiosa.

Il dibattito odierno sul centro culturale islamico a Frosinone è figlio della mancanza di programmazione urbanistica dell'amministrazione Ottaviani, che riapre la discussione sulla sostenibilità delle trasformazioni del territorio cittadino. Si continua in una gestione raffazzonata, con un bilancio finanziario che aumenta le tasse e taglia i servizi alla cittadinanza, mentre si utilizza l'arma della distrazione di massa dell'argomento "moschea" per spegnere le luci sul deficit milionario, sui problemi dell'inquinamento, della viabilità, del lavoro, che non consentono alcuna prospettiva di sviluppo per la città capoluogo».

Ad una azione corrisponde una reazione, come esprime il terzo principio della dinamica, e l'assessore Fabio Tagliaferri ha risposto per le rime: «Complimenti al direttivo del circolo Pd di Frosinone: anche in questa occasione, gli esponenti cittadini del partito si confermano campioni del nulla, capaci soltanto di intestare ad altri la responsabilità di vicende createsi grazie alle amministrazioni precedenti.

Palladino si produce in una appassionata tirata contro l'amministrazione Ottaviani (in cui cita, allarmato, la presenza di un clima di odio e discriminazione, quando proprio un giovane esponente Dem è salito agli onori della cronaca nazionale per aver inneggiato a piazzale Loreto, sempre sul tema moschea) che è l'unico vero scopo del lungo e fumoso comunicato inviato.

Che, pur nella sua inconcludenza, offre alcuni spunti di riflessione interessanti: il deficit milionario a cui Palladino fa riferimento è "figlio" del disequilibrio dei conti che l'amministrazione Ottaviani ha ereditato al proprio insediamento, nel 2012. Oggi, grazie al paziente lavoro del settore comunale al bilancio e alle finanze, coordinato da Riccardo Mastrangeli, il Comune capoluogo è riuscito ad evitare il fallimento. Palladino dimentica anche che la questione dell'edificio di culto islamico è una delle numerose vicende, anzi, delle autentiche perle, lasciate in piedi dalle amministrazioni precedenti che non hanno avuto il coraggio di affrontare con chiarezza e linearità la tematica della disciplina degli edifici di culto in città».