Le elezioni provinciali finiscono a carte bollate. E scoppia la guerra all'interno della Lega.
Gianluca Borrelli, consigliere comunale di Alatri, eletto nella lista Apa, ha messo nero su bianco una denuncia nei confronti del collega di partito Domenico Fagiolo, coordinatore cittadino del Carroccio a Frosinone. Lo accusa di avergli sferrato una testata che gli ha procurato cinque giorni di prognosi. Il reato ipotizzato nella querela è, dunque, quello di lesioni volontarie.


Il fatto, secondo quanto denunciato dal consigliere di Alatri, è direttamente collegato all'esito della votazione per il rinnovo del consiglio provinciale.
Borrelli, rappresentante di lista per i centri più piccoli, dopo la chiusura del conteggio delle schede, intorno alle 13.30, era ancora a palazzo Jacobucci per commentare i risultati. La situazione, dopo alcune schermaglie in mattinata, è definitivamente degenerata. Motivo del contendere l'appoggio da parte di Borrelli ad Andrea Campioni (consigliere comunale nel capoluogo), che è stato eletto. Fagiolo, invece, sosteneva la consigliera Sara Bruni, anch'essa di Frosinone, che però non ha ottenuto l'elezione nell'ente di piazza Gramsci. Lo scontro dialettico è+ finito in scontro fisico. Borrelli nella denuncia afferma di aver ricevuto prima un pugno al petto e poi una testata al volto. Al che ha preso la macchina e si è recato al pronto soccorso di Alatri dove i medici gli hanno dato cinque giorni di prognosi per la contusione subita. Dopo l'ospedale, Borrelli ha contattato l'avvocato e ha deciso di formalizzare una querela contro il suo collega di parito. Lo stesso Borrelli ora ne chiede l'espulsione sul presupposto che «la politica non è un ring». Da parte sua Fagiolo, lunedì, non aveva voluto commentare l'episodio.
Un episodio che rende incandescente il clima all'interno del carroccio con due fazioni che hanno appoggiato candidature diverse con uno strascico che, sicuramente, avrà dei seguiti. Anche sul profilo disciplinare.
Peraltro, lo stesso Fagiolo aveva scatenato un polverone su Facebook dopo la partita del girone di andata tra il Frosinone e la Fiorentina. E, per uno strano scherzo del destino, la nuova polemica arriva all'indomani della gara di ritorno tra i viola e i canarini. Ma se, questa volta, il pallone non c'entra niente, nella precedente occasione erano state proprio le passioni calcistiche a determinare un inopportuno sfogo su Facebook, visto anche il ruolo, con il quale il coordinatore cittadino della Lega di Frosinone insultava pesantemente i tifosi di Cassino, Ceccano e Latina, rei, a suo dire, di aver sostenuto la Fiorentina nel match giocato allo Stirpe e aver insultato i tifosi locali.


Dopo quelle frasi si era scatenato una critica unanime con richiesta di sospensione dal partito di Fagiolo che, successivamente, aveva rimosso quel post. Alla fine Fagiolo aveva concluso con un altro post per stemperare la tensione: «Chiedo scusa ai cittadini di Ceccano e Cassino ma certamente non a quelli che hanno insultato per due ore la città di Frosinone allo stadio». Nel frattempo contro Fagiolo era apparso uno striscione affisso a Ceccano dai tifosi locali, mentre lo stesso consigliere aveva rimesso il mandato dei due incarichi di vicecoordinatore dell'area Nord e di coordinatore cittadino. Ma la Lega non aveva preso provvedimenti nei suoi confronti e le due cariche, alla fine, erano rimaste nelle mani di Fagiolo.
Ora si vedrà se il partito, di fronte a una denuncia presentata da un iscritto contro un altro iscritto deciderà di prendere posizione.