San Giorgio a Liri- I "dissidenti" colpiscono e affondano il sindaco. La parola richiama alla mente gli ex alleati che hanno tradito e firmato le dimissioni col Pd a Cassino, facendo cadere Carlo Maria, in realtà cambia il comune ma poco la sostanza. Cinque esponenti comunali, ieri sera, hanno mandato "sotto" il sindaco Modesto Della Rosa. È stato Massimo Terrezza, ex vice primo cittadino fresco di estromissione dalla giunta, insieme al suo gruppo e a un esponente dell'opposizione a non permettere l'approvazione dei debiti fuori bilancio della Saf. Con lui Macera, De Simone, Nardone e Alabiso. 

Achille Longo ha definito la serata come una delle pagine più tristi del consiglio comunale di San Giorgio a Liri "che mi riporta con la mente alla brutta parentesi dei c.d. "dissidenti" vissuta alcuni anni fa". Così ha dettagliato: "Si trattava di approvare un debito fuori bilancio dovuto alla Saf per un aumento tariffario relativo al conferimento dei rifiuti per l'anno 2018 di circa 30.000 euro (non preventivabile). Purtroppo, le conseguenze della mancata approvazione di questo atto, sul quale una parte della ex maggioranza ha votato contro, le pagheranno… come sempre, i cittadini. La società si attiverà sicuramente per il recupero coattivo del credito con aggravio quindi di spese legali, spese per il decreto ingiuntivo, spese per interessi, che dovranno pagare purtroppo i cittadini sangiorgesi. Al contrario il riconoscimento del debito da parte del consiglio comunale avrebbe consentito la restituzione dello stesso in tre annualità senza interessi".

Alla fine l'appello finale. "Prego il Sindaco Della Rosa di riportare al più presto l'atto in Consiglio comunale ed i consiglieri tutti di rivedere le proprie posizioni". Ma il dato politico è tratto. Il sindaco è entrato in coniglio senza maggioranza.