«Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo e così il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio...». Quel genio di Woody Allen immagina una "vita al contrario" in cui, nel fiore degli anni, sia possibile godere della pensione. Ma la fantasia cozza con la realtà ed ecco che, per raggiungere il meritato riposo, bisogna aspettare, lavorare e sudare parecchio. Proprio di pensione si dibatte in questi giorni.
E di una nuova strada delimitata dal "paletto" di 62 anni di età e 38 di anzianità contributiva. È questo, infatti, il requisito minimo necessario per accedere a "Quota 100", provvedimento inserito nel capitolo di previdenza del cosiddetto "decretone" varato dal governo a gennaio. Nella sostanza si tratta della possibilità di richiedere la pensione in maniera anticipata.

Requisiti e "finestre"
Prevista, in via sperimentale nel triennio 2019/2021, la possibilità di accedere anticipatamente alla pensione con almeno 62 anni di età e almeno 38 di contributi. Per il conseguimento del requisito minimo per i contributi gli iscritti a due o più gestioni previdenziali (che non siano già titolari di un trattamento previdenziale a carico di una delle gestioni) possono richiedere il cumulo dei contributi. Inoltre, "Quota 100" non è cumulabile con il reddito da lavoro. E dal momento del pensionamento fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, non si potrà tornare a lavorare (questo divieto non vale per le prestazioni occasionali, rispettando però il limite complessivo dei 5.000 euro lordi annui).

Sulle tempistiche, le cosiddette "finestre", invece, ci sono delle differenze tra settore privato e pubblico: per i primi, con 62 anni di età e 38 di contributi maturati entro l'ultimo giorno dell'anno 2018, la pensione sarà effettiva dal 1º aprile 2019, mentre per coloro che avranno maturato i "62+38" dal 1º gennaio 2019 in poi la pensione decorrerà dopo 3 mesi. Per il settore pubblico, con il requisito di "62+38" entro la data di entrata in vigore del decreto, la pensione decorrerà dal 1º agosto 2019, mentre per coloro che avranno maturato il requisito minimo dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto la pensione sarà effettiva dopo 6 mesi.

Il lavoratore del settore pubblico, inoltre, è obbligato, a presentare la domanda di dimissioni alla pubblica amministrazione con un preavviso di almeno 6 mesi. Mentre per il personale della scuola e Afam (Alta formazione artistica musicale e coreutica) i requisiti di "Quota 100" si considerano raggiunti se vengono maturati entro il 31 dicembre dell'anno di decorrenza della pensione e vengono riaperti per tutto il personale a tempo indeterminato i termini per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio entro il 28 febbraio 2019 per consentire il pensionamento con "Quota 100" al 1º settembre 2019 o al 1º novembre 2019.

Esclusioni
Non possono ricorrere a "Quota 100" coloro che già hanno intrapreso un programma di esodo volontario, come ad esempio l'isopensione, ovvero uno scivolo previsto già dalla riforma Fornero che serve ad "accompagnare" alla pensione i dipendenti in esubero che sono più vicini alla data in cui, comunque, andrebbero in pensione. Escluso dal provvedimento anche il personale militare delle Forze armate e il personale delle Forze di polizia e di polizia penitenziaria, del personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al personale della Guardia di Finanza. Sono escluse da Quota 100 le casse dei liberi professionisti.