Ore decisive per le sorti dell'amministrazione comunale di Cassino. Questa sera il sindaco ha convocato tutti alle ore 18 in Comune: se prenderà atto del fatto che non ha più un maggioranza, l'esperienza della sua consiliatura potrebbe terminare oggi stesso.

L'obiettivo è quello di evitare che domani venga in città il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone a dirimere la questione tra il sindaco e il partito. Un'operazione che Mario Abbruzzese non vuole e non può permettersi. Per questo, nel bene o nel male, la giornata decisiva potrebbe essere quella odierna.

GLI SCENARI
La riunione con FI era stata fissata già da sabato, e subito il sindaco aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato. Poi ieri è uscito allo scoperto il consigliere civico Di Mascio e ha invitato il sindaco e tutta la maggioranza a rassegnare le dimissioni. "Game over, la partita è finita. Il progetto è fallito e D'Alessandro così come già avvenuto con Sebastianelli e con la Lega è stato incapace di gestire la sua maggioranza", ha tuonato il consigliere.

Alla luce delle sue dichiarazioni il sindaco ha cambiato l'ordine del giorno del vertice odierno: non si parlerà di bilancio, ma della crisi politica. Ma chi ne parlerà? Ad oggi la conta della maggioranza è ferma a quota otto. Se i quattro dissidenti (Chiusaroli, Secondino, Tartaglia e Valente) andranno e si piegheranno alle decisioni del sindaco, che non intende andare incontro alle loro proposte, ne usciranno senz'altro indeboliti.

Se sarà il sindaco a fare retromarcia, dopo aver mostrato i muscoli e alzato la voce, non farà certo una bella figura. La terza via, ovvero il sindaco che decide di non decidere perché i quattro dissidenti pretendono di attendere il vertice di domani con Fazzone, segnerebbe la più cocente delle sconfitte: quella di Mario Abbruzzese. Di certo oggi qualcuno, fra i tre, ne uscirà sconfitto. L'unica via di fuga per tutti è quella della coerenza: prendere atto del fatto che la maggioranza non c'è, la stima reciproca nemmeno, e dunque staccare la spina con serenità senza fare accanimento terapeutico.

I  4 DELL' AVE (CARLO) MARIA
La partita a scacchi è difficilissima. E si complica di ora in ora. I quattro dissidenti provano a restare uniti nonostante qualcuno cerchi di dividere il gruppo e in una nota spiegano: "Le ultime notizie sulla stampa e sui social ci obbligano a ribadire ciò che credevamo fosse chiaro.

Noi non abbiamo chiesto un azzeramento della Giunta, abbiamo chiesto a tutti la disponibilità per ricominciare nel progetto del "buongoverno" della città con un gesto concreto di elevato senso civico: azzeramento di tutte le cariche consiliari, di Giunta e negli Enti partecipati, ivi comprese quelle che ci onoriamo di ricoprire.

Lo abbiamo chiesto, e lo ribadiamo, nell'esclusivo interesse della città che non può e non deve assistere a forzature unilaterali. L'amore per Cassino e il sentimento di onore che nutriamo nell'amministrarla, sicuramente comune a tutti, impone una ripartenza coesa di tutta la maggioranza. Questo in Politica è possibile se siamo tutti disponibili a rimettere al centro l'interesse della Città e non le polemiche né tantomeno le poltrone. Quelle le abbiamo messe a disposizione dell'intera maggioranza, noi per primi. E siamo certi che per ripartire a lavorare per Cassino siano tutti disponibili a condividere proposte politicamente concrete".

Oggi, dunque, è il giorno dei giorni. Per tutti. Alle 19 si riunisce anche il direttivo del Pd: se in Comune crolla tutto, dovrà trovare con urgenza un candidato sindaco per le elezioni comunali. Data prevista: 26 maggio 2019.